lunedì 18 giugno 2012

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Gentile Lettore,
l’assenza di un ordine finanziario, e soprattutto di un assetto monetario, fa balenare all’orizzonte lampi di catastrofi economiche ben più distruttive di quelle provocate dal crac del 1929. Mentre accademici illustri e supertecnici degli istituti centrali di emissione – tutti ‘uomini rispettabili…’ – si ‘affannano’ […] nella ricerca di un parametro definitivo per determinare il valore reale delle monete, i vari espedienti escogitati […] crollano ingloriosamente, dopo aver permesso l’arricchimento di pochi individui a danno ora di questa, ora di quella Nazione. Crediamo quindi giusto affrontare i problemi finanziari e monetari secondo un’ottica totalmente diversa da quella classica […]: tanto puntuale nel proporre modelli econometrici, monografie brillanti e trattati monumentali, quando incapace di suggerire alle autorità politiche gli strumenti per impedire che la moneta – garanzia di sovranità nazionale – diventi un cappio intorno al collo del popolo.

Esistono nuove tecniche e nuove vie da esplorare, se si è capaci di distruggere le ‘gabbie’ nelle quali – in perfetta malafede – chi trae profitto da questo disordine vorrebbe continuare a tenerci chiusi. Per smantellarle, economisti e storici dell’economia hanno operato e continuano ad operare. Con il loro insegnamento e col contributo di quanti antepongono l’onestà intellettuale al proprio interesse economico e sociale, ci adopereremo affinché questo sistema, basato sull’enorme ‘bolla di sapone’ di denaro inesistente, acceleri il proprio collasso: si ripristinerà così l’economia reale – la sola adeguata al Bene della comunità nazionale.

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