giovedì 28 aprile 2011

1 MAGGIO SIA LA FESTA DELLA LIBERTA'
IMPORRE IL 1 MAGGIO L’APERTURA AI NEGOZIANTI E’ PARAGONATA ALLA DECISIONE CHE FU DI MUSSOLINI, NEL PERIODO FASCISTA, DI SOPPRIMERE LA FESTA E CELEBRARLA IL 21 APRILE INSIEME AL NATALE DI ROMA. MA NON CREDO CHE IL TUTTO SIA TANTO DIVERSO DALL’IMPORRE AI LAVORATORI DI NON POTER ANDARE A LAVORARE. OGNI IMPOSIZIONE SIA PER UN VERSO CHE DALL’ALTRO E’ ESPRESSIONE DI PRIVAZIONE E LIMITAZIONE DELLA LIBERTA’. CHE OGNUNO SIA LIBERO DI FESTEGGIARE IL 1 MAGGIO COME CREDE AL LAVORO O RIPOSANDOSI. DEL RESTO SE ANDARE O MENO A LAVORARE IL 1 MAGGIO NON E’ STATO MAI UN DIRITTO DI TUTTI I LAVORATORI - FORZE DI POLIZIA, FORZE ARMATE, OSPEDALI, ALBERGHIERI E CHISSA’ QUANTI ALTRI NON HANNO MAI POTUTO SCEGLIERE. LASCIAMO SPAZIO ALLA LIBERTA’ E NON ALLA RETORICA.

domenica 24 aprile 2011

25 aprile a Salerno: italiani divisi, in un'Italia divisa

In una Italia divisa dai regionalismi, dalle identità, dalle differenze reddituali e sociali, dalle religioni, dalla politica, dalle tifoserie calcistiche. Divia tra italiani e tra italiani e stranieri, e finanche tra i due leader salernitani - De Luca /Cirielli - ci si poteva aspettare una unitarietà d’interpretazione del 25 aprile? Certo che no. La festa non sarà unica fino a quando non si ammetterà la verità su via Rasella, sul macello crudele di già vinti e senz’armi. Se non si ammetterà la strage di Schio, dell’Ospedale psichiatrico di Vercelli , Codevigo, Mignagola, Costa d’oneglia e di Oderzo. Zone nelle quali sono morti familiari di fascisti senza responsabilità, giovani repubblichini a migliaia. E poi gli omicidi, tollerati dagli americani, di solitari di fascisti colpevoli di assassinio , ma anche innocenti con l’unica imputazione di professare la fede per il fascismo e di non averlo rinnegato. L'ignobile la mancanza del diritto alla sepoltura nei cimiteri ai giovani della RSI ed altre atrocità- in modo bipartisan - decritte da don Dario Zanini in Marzabotto e dintorni. L’altra storia, quella raccontata dai vincitori si conosce tutta e si riconosce nel 25 aprile, quella, diciamo in “camicia nera” fà fatica ad identificarvisi proprio per questi motivi. George L. Mosse – che di sicuro non può essere ritenuto un fascista – ha scritto nel libro Il Fascino del persecutore che la storia che deve essere raccontata è quella dei fatti, l'altra invece non può essere considerata storia ma cronaca di parte. Quest'ultima non aiuta a far comprendere che in una guerra soprattutto civile non ci sono vinti e vincitori , ma tutti sconfitti dagli eccessi d'incomprensione e dalla assenza di tollerenza. Il 25 aprile sarà la festa di tutti gli italiani quando si cercherà " (...) di dare valore ai sacrifici umani sostenuti durante il conflitto e non a utilizzarli per ideologie di parte(...).

mercoledì 13 aprile 2011

SONDAGGI ELETTORALI A SALERNO : UN ASINO CHE VOLA !

Già da un paio di giorni i quotidiani locali ci tempestano delle previsioni dei sondaggi alle comunali di Salerno. Una volta ci dicono che vinceranno le liste di Cirielli ma al secondo turno solo di misura, parafrasando i bookmakers – UNDER - ; altri invece prevedono una vittoria di De Luca al primo turno con una percentuale schiacciante - quindi OVER -. La stranezza è che dalle opinioni degli intervistati emerge che i salernitani prediligono sia l’uno che l’altro per le stesse ragioni: autoritarietà e decisionismo. Pertanto per i sondaggisti pare che, per piacere agli elettori salernitani bisogna essere dello stampo “ IO DECIDO CHE …. “. E’ evidente che risposte del genere vorrebbero ritagliare un profilo dell’elettore stanco della partitocrazia che vuole premiare un nuovo cesarismo senza mediazione. Ma come al solito, però, manca l’opinione di chi invece non crede più ai politici e che l’uomo della provvidenza sia solo un atteggiamento, un mezzo per raggiungere nel più breve tempo possibile i propri oscuri fini senza dar conto ad alcuno. A chi crediamo? Io vi dico aspettimo i risultati, altrimenti: " Guardate c'è un asino che vola".

mercoledì 6 aprile 2011

ELEZIONI DE LUCA VS.CIRIELLI E LA GABBIA DI TAMERLANO
Le elezioni comunali a Salerno saranno vinte da De Luca. Questa è una previsione piuttosto scontata , si tratta solo di appurare se al primo turno oppure al ballottaggio. ( come dire SCACCO MATTO IN DUE O IN PIU' MOSSE) . Risolta la prima questione, l’attenzione dei commentatori politici è : se per Cirielli and co. sarà una sconfitta di misura od una sonora bastonatura. Od ancora , quanti voti riuscirà a strappare Rosellina Masullo agli scontenti deluchiani e quanti ne riuscirà a carpire Salvatore Gagliano ai delusi cirielliani. Detto ciò , l’esito del risultato è nelle mani degli out-sider a loro sarà demandato il compito di sacramentare un’ affermazione o una memorabile débacle. Il resto lo decideranno i candidati delle maggiori liste, con il pericolo, per i neosindaci, restando in tema scacchistico, di imprigionarsi come nella mossa della gabbia di Tamerlano.

venerdì 1 aprile 2011

ATTACCHINAGGIO A SALERNO TUTTI CONTRO TUTTI
Con la primavera , come diceva il maestro “Da i verdi umidi margini. La violetta odora,col mandorlo s’infiora trillan gli uccelli a vol.” Così anche la campagna elettorale s’infiora con la guerra dei manifesti e i candidati come gli uccelli trillano dappertutto. Sedi elettorali, manifesti, volantini, bigliettini , sms, e mail di tutto e di più. Ma la cosa che colpisce particolarmente è che mentre la campagna elettorale vede principalmente due fronti “ideologici” tra virgolette s’intende : De Luca vs. Ferrazzano ( ma leggi Cirielli) con l’outsider Rosellina Masullo quindi diciamo 1 contro 1 ; c’è un’altra guerra ed è quella dei manifesti per la quale è tutti contro tutti . I deluchiani coprono i cirilliani, i gaglianini coprono in modo bipartisan, sia i primi che i secondi, ma il colmo è che si coprono anche candidati della stessa lista, quindi tra loro. Forse è un messaggio subliminale ci vogliono dire “ che non solo non sono buoni gli avversari e gli alleati ma neppure taluni confratelli “. Ed allora mi affiorano i ricordi delle campagne elettorali degli anni ’70 ed ’80 - come la poesia in apertura - dove sulla sezione in compagnia di altri, che oggi sono affermati professionisti anche della politica, si ripeteva il rito: colletta, scopa, secchio, acqua e colla, immancabilmente in scatola gialla con banda nera marca Shulz e bastone , per evitare i grumi, s’intende. Orario di uscita 4/5 del mattino e si andavano a coprire i manifesti degli avversari principalmente - compagni dei camerati e viceversa- il tutto gratuito. Questa era la palestra del militante. E quando malauguratamente gli avversari s’ incrociavano, la rissa era assicurata. Tutto per la goduria di uscire al mattino e vedere il paese tappezzato con l'amato simbolo del tuo partito e verdi di rabbia gli avversari che casomai erano usciti un’ora prima di noi . Ora gli attacchini sono extracomunitari o dell’est per 100 euro ti incollano anche Maria Vergine; quando escono massimizzano e lo fanno anche per due o tre candidati alla volta e poi come state vedendo, anche fuori dagli spazi elettorali ( ora sono soprattutto i deluchiani, ma presto si adegueranno quasi tutti). Figuriamoci cosa può fregarsene il prezzolato attacchino sul di chi è il manifesto che copre. E questo è un altro prezzo che paga la politica che ha ucciso l'ideologia. Intanto, forse i candidati non l'hanno ancora capito, ma la guerra del copro io e copri tu ha un solo effetto: renderli INVISIBILI TUTTI.

domenica 27 marzo 2011

MI RACCOMANDO NEI COMMENTI : IRONIA MA CON CLASSE
Prego i miei lettori di non usare espressioni ingiuriose nei confronti dei candidati e lasciate a parte i background partitici altrimenti usciamo fuori tema, o forse per meglio dire non ne usciamo più. Ricordo che il concorso è solo estetico. Comunque ho letto i post di stamattina, complimenti a tutti conserviamo il nostro stile per i commenti , intanto molti candidati ad offendersi ci riescono in modo egregio già da soli. ps mette almeno il nome nei commeni non usate la funzione anonimo, non mi piace . Va bene anche uno pseudonimo per la condivisione del principio evoliano d'impersonalità attiva.

sabato 26 marzo 2011

ELEZIONI A SALERNO: CANDIDATI MI RACCOMANDO NON SIATE TROPPO RIDICOLI
Faccioni, faccette e faccine e tanti slogan fantasiosi. Come in ogni campagna elettorale non ci viene risparmiato niente e siamo ancora all’inizio. I candidati alle comunali di Salerno non hanno ancora dato il peggio di loro, ma siamo sulla buona strada. Se volete misurare il livello di comicità e cattivo gusto che suscitano il 90 % dei manifesti incriminati , basta farsi una passeggiatina sul Carmine e se, dopo scarsi 3 minuti, vi viene da ridere , siamo già a buon punto. Ed allora rispondiamo a queste provocazioni con un'altra provocazione. Voglio proporre ai miei pochi lettori una sorta di concorso per categorie affinché si premi il peggio del peggio, per bigliettini e manifesti, che verranno proposti alle elezioni comunali di Salerno dai neoconsiglieri tipo : la peggior fotografia; lo slogan più ridicolo; il candidato/a più brutto; lo stile grafico peggiore ed altro ancora. Il concorso si ferma a giudizi estetici perché la propaganda elettorale questo esprime , non credo, che i consiglieri sperino o credano che, un buon manifesto oppure un ottimo bigliettino con foto acclusa, possa essere un utile mezzo per convincere i cittadini a farsi votare. Sono solo una passerrella del tipo : " Guarda che ci sono anch'io ". Nel concorso alla miss/mister Salerno “ del peggio del peggio “ non ho incluso i programmi- lavoro ( cioè a dire, cosa nel dettaglio si vorrebbe fare per questa città) di tali iniziative non ne ho vista nemmeno una, forse non si usa più. Sempre forse , perché anche i candidati più ottusi hanno capito che i cittadini salernitani hanno una convinzione che seppure possa essere importante quello che si propone di fare , il problema è : CHI DICE CHE FARA' COSA . Il popolo oramai conosce i suoi polli. Stiamo raccogliendo un poco di materiale per commentarlo sul blog non risparmieremo nessuno. SEGNALATE!!!!

martedì 22 marzo 2011

IL FANTASMA FORMAGGINO HA COLPITO ANCORA
I giostrai di un tempo passato, per attirare gli astanti usavano reclamizzare la propria giostra con una frase oramai impressa nella memoria di tutti i miei coetanei : “ venghino siori, venghino altro giro altro vincitore”. E sì perché vuoi se prendevi il pennacchio, vuoi se colpivi la palla specialmente con la giostra conosciuta come “ I calci in culo” potevi vincere un altro giro. Leggendo le altre deliberazioni che ancora continuano ad uscire all’albo dell’ASL nonostante il prof. De Simone sia andato via da tempo ( vedi lo scritto sull’acchiappafantasmi ) cìè da pensare che tali deliberazioni ectoplasmatiche, siano state fatte dal fantasma formaggino, qundi ce la dobbiamo prendere con lo spettro. E’ lui che ha fatto vincere ad altri 6 clienti fortunati, giri sulla giostra ma con il " gettone pagato da noi " a chi per 8.000 euro ed a chi per 16.000 euro - cadauno s'intende -. I nomi manco a dirlo sono politicamente vicino all’UDC, ma uno vale l’altro, perché a pagare siamo noi. Giusto per la cronoca con questi soldi abbiamo costituito due commissioni che si chiamano : Commissione per la valutazione delle performance e Commissione trasparenza. E mi pare giusto , diamine e che non vogliamo valutare le performance del personale dirigenziale per stabilire se sono o meno all’altezza??? ( I^ commissione) . Ma tale valutazione deve essere trasparente e questi sono criteri che dobbiamo assicurare. ( II^ commissione). Il tutto al modico costo totale di 75 milaeuro. E giusto per non farci mancare niente…. Sempre a spese nostre, per ricordare a tutti i dipendenti in che giorno siamo , il fantasma ha acquistato dei bei calendari per il personale ( costo pare 3000 euro ) ; ma non contento per far conoscere a tutti la bravura ed efficienza dell'ASL di Salerno , ci siamo fatti anche la pubblicità su una rivista del Sole 24 ( costo pare 6.000 euro) . Poi se andate in ospedale, in regime di ricovero, e vi dicono che per la patologia che vi hanno diagnosticato avete bisogno di una pomata ma non ci sono i fondi , e quindi ve la dovete comprare con i vostri soldi, non ve a prendete con il dottore o l’infermiere è stato IL FANTASMA FORMAGGINO.

venerdì 18 marzo 2011

MI PIACEREBBE COME DELIBERAZIONE N. 1 ASL DI SALERNO DEL DOTT. BORTOLETTI QUELLA CHE SEGUE.
Oggetto: Patto d’onore verso i cittadini di Salerno ed i lavoratori della sanità
Preso atto di una situazione debitoria dell’ASL di Salerno da collasso; di una assenza di azioni, e di buone idee per la riprogrammazione delle strutture ospedaliere e territoriali provinciali; di una diffusa condotta commissiva volta a favorire con incarichi interni ed esterni la compiacenza dei propri sponsor politici ed omissiva , per non aver rimosso garanzie illegittime ripetute , ed oramai radicate , di taluno personale medico e del comparto; Ritenuto dovervi porre rimedio, visto che la Regione attraverso l’individuazione delle professionalità più disparate , per il passato, pur individuando medici, primari, avvocati, dottori, tecnici contabili, direttori amministrativi, dirigenti pubblici e professori hanno prodotto i risultati trascritti nei libri contabili e visibili nelle strutture sanitarie esistenti ;
Considerata la particolarità e l'unicità della scelta di un manager "con stellette" e delle attese degli utenti-dipendenti; Ritenuto , altresì, di invitare tutto il personale dell’Azienda ad una lettura del Bushidō, ed lo scrivente, ad una sua rilettura, serena ma severa soprattutto del Giri, Shiki , Ansha , Fudo, Doryo Ninyo. DELIBERA
Per quanto sopra premesso che s’intende integralmente riportato
1) DI IMPEGNARE tutte le proprie energie per il ripristino della legalità, della legittimità e della buona amministrazione. 2) DI TRASMETTERE la presente a tutti i cittadini di Salerno e provincia ed ai lavoratori dell’ASL.

mercoledì 16 marzo 2011

FANTASMA ALL'ASL DI SALERNO
Secondo una definizione di WIKI l'opinione prevalente è che non vi è alcuna possibilità d'interferenza tra il mondo terreno e quello dell'aldilà.. Per la scienza l'esistenza stessa del soprannaturale e di una forma di vita ultraterrena è priva di fondamento razionale. Ma all’ASL di Salerno vi è prova che i fantasmi esistono!!! De Simone ,il commissario dell’ASL è andato via eppure all’albo pretorio digitale si materializzano deliberazioni di incarichi, proroghe ed atti di organizzazione. Eppure non potrebbe essere perché un manager pubblico che a giorni sta per lasciare una pubblica amministrazione regola deontologica vorrebbe che adottasse esclusivamente atti di ordinaria amministrazione che non siano costitutivi,modificativi ed estintivi di posizioni individuali, men che meno atti di organizzazione, visto, tra l’altro che essendo in carica da più di un anno, aveva tutto il tempo per porre in essere provvedimenti del genere. E tu ti decidi proprio all’ultima ora? Allora delle due l'una: se De Simone era un manager eticamente irreprensibile ed ora la sua è solo una presenza incorporea come mai continuano ad uscire deliberazioni , come decisioni di un commissario che non c’è più? L’unica spiegazione è che le deliberazioni sono state poste in essere da uno spettro il cui ectoplasma aleggia nell’area di via Nizza , si sentono i rumori delle catene da castello londinese, si odono cigolii , si avvertono i freddi aloni della sua presenza. Per questi motivi ci permettiamo di dare una dritta al Colonnello Bortoletti ma tante volte volessimo ingaggiare un esorcista - padre Milingo – oppure potremmo utilizzare gli apparecchi degli acchiappafantasmi per fermare tutti atti dell’ultima ora redatti e sottoscritti dal fantasma di De Simone nella c.d. “ Operazione Spettro ”

domenica 13 marzo 2011

ARRIVANO LE ELEZIONI COMUNALI A SALERNO
Leggendo gli articolo che riguardo le “ novità” - volutamente tra virgolette – dei nomi dei candidati che si propongono nelle liste per l’elezioni al comune di Salerno , salta gli occhi immediatamente che di nuovo c’è ben poco. Si ripropongono per lo più i confermati, si affacciano i trombati di regionali e provinciali e comunali , insomma nomi noti degli ultimi 15 anni. E’ tempo di riciclarsi e la dignità va a farsi friggere, ragion per cui ex di AN, UDC,PDL nelle liste di De Luca e tanto vale anche per le liste di Cirielli. Giusto qualche timida new entry e pochissimi galantuomini e gentildonne della politica di una volta. Il resto è tutto visto e stravisto. Nomi non né farò e neppure esprimerò sferzanti critiche ironiche su trascorsi politici di ognuno. Ma una domanda dobbiamo farcela tutti: “ Cosa spinge destra-sinistra–centro a riproporre truppe di trombati e riciclati senza alcuna vergogna ? “ Forse è una domanda da lettino di psicologo o addirittura da psichiatra , visto che il messaggio della gente verso la politica è chiarissimo : sfiducia totale. Infatti il nemico da battere non è né a destra –centro – sinistra, ma è il partito trasversale dell’astensione, tra l’altro in crescita. Ma attenzione l’astensione è l’effetto, ma qual è la causa? Vi rispondo non con analisi politologiche o sociologiche ma con le parole del popolo. “ Sono tutti ladri, pensano solo a rubare, basta che danno il posto ai figli e parenti, se ne fottono della città e della gente che vive in condizioni inumane, sono tutti uguali, veri e propri analfabeti, pensano solo a c….. loro, sempre le stesse persone , sempre la stessa gente, ma andassero a quel paese, dividono posti spartiscono poltrone e poi., adesso promettono di tutto pur di essere eletti , si il programma due balle e poi vedi se lo rispettano intanto fanno sempre quello che voglio loro”. Vi ho risparmiato al massimo le volgarità ma tutti sappiamo che i giudizi prevalenti non sono proprio da Oxford. Potrei continuare all’infinito perché è infinito il male nella politica che non è mai stata interpretata come un servizio, puro , assoluto, indiscutibile e questo perché la politica è fatta dagli uomini e l’uomo non protende alla purezza, men che meno la gran parte dei politici. Però un ad un compromesso si potrebbe arrivare. Immaginiamo un codice elettorale formato da un solo articolo : “ Art. UNICO.- Il candidato s'impegna durante il mandato elettorale , su 10 “cavoli” a fare 9 cavoli a favore del popolo ed un cavolo a suo favore”. La politica oggi non può più dire sono qui per i cittadini di Salerno, ed il mio mandato sarà imparziale e tutto a favore del popolo ….. anche perché non ci crede più nessuno. Ed ora facciamo due risate con gli slogan elettorali che leggeremo e con le bizzarrie fotografiche dei candidati, e manco a dire : come se moltissimi non facessero ridere già così .

giovedì 10 marzo 2011

PRO O CONTRO IL COLONNELLO?
E’ incredibile l’ambiente della sanità salernitana. E' un mondo realmente a se stante, dove la fauna è talmente variegata che se un neo Mosé avesse dovuto portare un impiegato per ogni specie( il leccapiedi, l'ingenuo, il nullafacente,l'iperattivo,il camaleonte,l'esaurito...) la sua arca non avrebbe poturo contenereli tutti, anche perché stamane se ne è aggiunto un altro. E vi racconto. Da qualche giorno all’ASL di Salerno c’è la novità del manager in divisa. Verrà a dirigere l’ASL salernitana un colonnello dei carabinieri. E così dirigenza, personale del comparto, sindacati, partiti politici si sono divisi, addirittura in militaristi ed antimilitaristi. L’80% si dichiara militarista convinto, di questi tutti vantano nel loro albero genealogico un parente militare. In questi casi, 99,9,% - di quell'80% - per compiacere la nuova leadership e potersi accaparrare qualche guarentigia. Ed allora va bene di tutto: da un pro-pro-pro zio cuoco nell’esercito del generale La Marmora ad un altissimo ufficiale – polizia, finanza, va bene anche corpo forestale – che : “ … poi sarebbe un cugino della cognata di mio nipote di IV° grado che però vive a Caracas da 40 anni – eh, eh quindi io so come la pensano i militari, sono come uno di loro!!!”. Poi ci sono gli anti come il grande amico M. che può vantare una renitenza di parenti alla leva dai tempi di Garibaldi ed un’altra mia amica sempre M. antimilitarista ideologica. Che dire. Beh sicuramente è più impopolare e meno cortigiano l’antimilitarista speriamo almeno che non si converta per compiacere il nuovo commissario, perché come diceva Codreanu . “ Se ho una sola pallottola nella pistola e devo decidere se sparare al mio nemico oppure ad un traditore sparo a quest’ultimo". Ma all'ASL di Salerno già da quando è andato via il Prof. De Simone ci vorrebbe un arsenale , e quello veramente militare . Speriamo per tutti che non si verifichi un pateracchio e Mash non diventi un modello.

martedì 8 marzo 2011

L'ASL DI SALERNO HA BISOGNO DI RIGORE MORALE
La notizia di oggi è che all’ASl di Salerno, in qualità di Commissario Straordinario, è stato nominato dalla Giunta Caldoro un colonnello dei Carabinieri. Nessuno pare interessato a capire quale sia il suo background , ma già sono partite le classificazioni di genere. Cioè genere militare: inadatto a gestire la sanità!!!. Eppure sulla copertina del numero di novembre di Harvard Business Review , che non è TV sorrisi e canzoni , viene riprodotta una foto di un gruppo di soldati dal titolo: Leadership Lessons from the Military. A dispetto dei luoghi comuni relativi ad una rigidità della leadership militare , dalla ricerca emerge che tali manager in divisa “ (…) eccellono nei settori altamente regolamentati e piuttosto curiosamente nei settori innovativi usano la flessibilità e responsabilizzano i collaboratori nell’attuazione della loro visione” . Le ASL sono un sistema pluricomplesso e sono state caratterizzate per anni , da una dilagante illegalità e dal familismo amorale più bieco. Oggi più che mai c'è abbiamo bisogno di orientamento all’azione ed alla disciplina, ma soprattutto etica nelle decisioni per scoraggiare contesti di autorganizzazione protesi solo a privilegiare sacche di favoritismo per motivi elettorali e fini personali , anche attraverso le lobby dei comitati d’affari che orbitano intorno alla ASL . Vuoi per educazione familiare, vuoi per miei convincimenti dico: “ Proviamo” perché sono convinto che militare o non militare è sempre e solo una questione di uomini.

sabato 26 febbraio 2011

DRACULA NON E' MORTO , LAVORA AD EQUITALIA

Una protesta è una protesta e quando i contenuti della dimostrazione sono più che legittimi, ignorare la bontà delle argomentazioni di chi pone in essere un contrattacco giusto all’ingiustizia , solo perché è di un orientamento ideologico non condiviso - ad esempio Casapound - è razzismo nel significato latino del termine . La protesta è giusta e singolare contro Equitalia, davanti alle sedi dei “ nuovi dracula” questa notte CasaPound Italia ha appeso mutande, calzini e altri oggetti "pignorati" lasciati contro i comportamenti scorretti dell'agenzia , definita con striscioni come (IN)EQUITALIA PIGNORA ANCHE QUESTO”. Casapound ci ricorda che : “ Equitalia in appena 5 anni ha raddoppiato gli incassi e nel 2009 circa l’80% delle entrate proviene da piccolissimi contribuenti, persone con le quali Equitalia fa cassa iscrivendo ipoteche sulle loro abitazioni anche per importi inferiori agli 8.000 euro, lasciando così migliaia di famiglie di fronte ad un bivio drammatico: finire nelle mani degli usurai oppure perdere la casa all’asta giudiziaria”. Inoltre Equitalia persiste nel pignorare beni strumentali e crediti alle imprese. Ma come pensa di riscuotere da un'impresa se le tolgono gli strumenti di lavoro? E che fine faranno i lavoratori? A ciò aggiungiamo anche altri due aspetti, grotteschi: Equitalia applica il tasso medio applicato dalle banche sui prestiti (quindi molto più alto) incassando interessi pesantissimi e, inoltre, preferisce vessare chi magari ha poco da pagare ma ha qualche bene da pignorare piuttosto che i veri delinquenti, cioè i veri milionari che però hanno nascosto i propri beni.E per il futuro c’è un altro rischio: è stata concessa la possibilità a Equitalia di effettuare indagini finanziarie, così nel tempo potrebbe vedersi riconosciuto il potere di pignorare direttamente i conti correnti senza preavvertire il contribuente”. Finanziarie, banche, assicurazioni, concessionari, monte dei pegni, un’unica lobby che si avvantaggia della situazione di crisi nella quale versa la povera gente, che in un momento di grave recessione avrebbe bisogno di istituzioni-soccorso e non di cacciatori di teste il cui unico fine è quello di fare cassa contro ogni solidarietà ed eticità. Mi viene in mente La pelle di Malaparte con gli americani che durante la " liberazione" ( o l'occupazione) sfruttavano in maniera vergognosa la fame degli italiani: " (...) nel buio terribile del dolore e dell’umiliazione". E la storia si ripete.

sabato 19 febbraio 2011

L'ATTESA
Oggi apprendiamo dai quotidiani locali che il Prof. De Simone resta altri 7 giorni . Mi chiedo, e sono sicuro faranno altrettanto i cittadini della provincia salernitana, ma come si può gestire la sanità, programmare, pianificare con rinnovi, a 10, a 15 poi 7 giorni date che ricordano più che la proroga di un mandato commissariale , la scadenza di uno yogurth. Comunque.... Non v'è mal che non finisca, se si soffre con pazienza.

giovedì 17 febbraio 2011

ADDIO PROF. DE SIMONE
Oggi 17 febbraio le ultime parole del prof. Francesco De Simone commissario straordinario dell’ASL di Salerno: “ Domani parto, vado via “. Qualcuno dei compagni sindacalisti ieri, ( loro così si chiamano suscitando la mia nostalgica mai sopita “ simpatia” di un tempo che fù ) vedendolo passeggiare nei corridoi di un’ASL occupata dalle OO.SS. disse : “ Un po’ mi dispiace è un uomo che è stato lasciato solo”. Ma andiamo oltre questa considerazione umanitaria ( un’altra agguerritissima compagna non si stancava di ricordare che quell’atteggiamento di De Simone era la recita di una parte ) e vediamo all’ASL salernitana chi si dispiace e chi si compiace. I partiti avversi all’UDC festeggiano a spumante, anche se nella stanza del commissario ho visto varcare la soglia a dirigenti, professionisti, medici, sindacalisti ed a politici dei partiti di opposizione e gli dei sanno chi altro, i quali entravano vestendo la maglia della Roma ed uscivano indossando quella della Lazio ed è che dire. Dei cambi di casacca non c’è da meravigliarsi, a Salerno siamo al punto che se per qualsiasi motivo ti perdi qualche lettura dei quotidiani locali per un paio di giorni, rischi di parlar male dell’amministratore con la persona sbagliata con la quale prima avevi già avuto una convergenza di opinioni negative. Ora invece al commento . “ qualcosina De Simone l’ha fatta , ti senti rimbrottare …ma chi quell’incapace. Ma scusa ma tu non sei amico di ……chi io ma quando mai, che schifo de Simone e de Mita , io stò con Cirielli fino alla morte” e c’è da pensare che al prossimo cambio succeda il contrario. Ma tutto sommato questo si merita la sanità e la politica( che purtroppo è la stessa cosa) che ha narcotizzato l’ideologia e la meritocrazia, per i suoi porci interessi ed ora è diventata un grande supermercato e gli amministratori quelli del : " Venghino signori, venghino prendi 2 e paghi 1”e non si è capito chi è il venditore e chi il compratore. Addio prof. De Simone della sua partenza tutti si compiaceranno e non si aspetti riconoscenza soprattutto da quelli che sono entrati a far la spesa, mi passi il termine, nel suo “supermercato” , questi sono clienti che ritirano lo scontrino e se ne vanno senza ringraziare. Ed ora avanti il prossimo , per le offerte di primavera.

martedì 8 febbraio 2011

IL PIANO OSPEDALIERO DELL'ASL DI SALERNO
Vi lancio un saetta , intesa come un po di filosofia spicciola una nuova rubrichetta all’interno dei SalerniNani rispetto ai vari problemi della Nostra Terra. Ho scritto oramai migliaia di parole sul problema del piano ospedaliero dell’ASL di Salerno ed i quotidiani anche oggi pubblicano un altro atto , e purtroppo non l’ultimo. Il PdL boccia il Piano ospedaliero De Simone; poi la Regione boccia il Piano Ospedaliero della Caropreso, il PD boccia il piano ospedaliero della Provincia-Cirielli, l’UDC boccia l’idea De Luca sul Da Procida, De Luca e Cirielli bocciano i ridimensionamenti di Agropoli, Roccadaspide e Oliveto.
SAETTA ... “ Fa più rumore un albero che cade, che una foresta che cresce “

lunedì 7 febbraio 2011

DE LUCA VS. CIRIELLI . MA AL TAPPETTO CI VANNO I CITTADINI SALERNITANI

Più ci avviciniamo alla elezioni a Salerno – comunali e forse anche nazionali – è più sale il livello dello scontro tra i due catalizzatori della politica salernitana : De Luca vs. Cirielli. Il dissidio è praticamente su tutto : dall’inceneritore, all’aeroporto, dalla sanità alla mensa dei poveri. Ma agli effetti della contesa non si attaglia, purtroppo, l’antico brocardo che vorrebbe “ tra i due litiganti il terzo a godere” ma abbiamo, invece, un terzo a pagare che è il cittadino salernitano. Un episodio sintomatico degli effetti negativi del rancore bipolare lo si è appreso dai quotidiani locali pochi giorni fa ed è quello che riguarda la sanità. Questo il fatto. Diverse settimane fa a via Nizza nella sede dell’ASL i sindacati uniti e compatti come non mai, raggiungono un accordo con l’amministrazione, quello di riconoscere un beneficio economico a circa 8.000 dipendenti per un valore pressappoco di €.40,00 netti – meglio questo che un cacciavite in un occhio -. Tutto legittimo e regolare, ma ad un certo punto, dice sempre la stampa locale , spunta una lettera dell’on. regionale del PdL napoletano tale Marcello Tagliatatela che scrive a Caldoro contro l' accordo per invitarlo a fermare immediatamente l’intesa raggiunta nell’ASL di Salerno perché contraria alla legge. Le malelingue sostengono che celata dietro questa battaglia di legalità del parlamentare napoletano vi è invece, un’operazione elettoralistica volta a raccogliere il consenso degli elettori dell’ASL Napoli 1 che, considerato non il dissesto, ma il disastro finanziario in cui versa, non avrebbero potuto fruire dello stesso beneficio. Ragion per cui niente a Napoli – pur non dovendoglielo – niente a nessuno. Siamo di nuovo al NAPOLICENTRISMO O SIAMO AL SALERNODECENTRISMO ? Può essere verosimile che la litigiosità tra i due contendenti – De Luca / Cirielli – abbia prodotto un difetto di rappresentanza regionale al punto che troppo intenti a litigare, i due, non si sono accorti che da Napoli hanno come suol dirsi “ Fatto fessi i lavoratori dell’ASL di Salerno”, almeno politicamente. Ed allora ricordiamo ai due politici salernitani quello diceva il sergente di primo mattino passando in camerata : “ SBEGLIA, SBEGLIA …” .

martedì 1 febbraio 2011

1861-70, la prima "guerra civile" dell'Italia unita. E se si metesse un cartellone che rappresenti una verità ancora oggi nascosta sui ribelli.
Un invito al nostro Sindaco alla lettura di questo libro. Poi se vuole : pensiero ed azione. Altro che banditi incivili, incolti, reazionari e codini: i briganti che s'opposero alle truppe savoiarde erano ribelli, contadini esasperati dall'avidità e dallo sfruttamento dei latifondisti, cittadini delusi da un Risorgimento che stava tradendo i suoi propositi e ribaltarsi in propaganda. E quella che venne combattuta tra 1861 e 1870 fu la prima guerra civile italiana. Parola di Giordano Bruno Guerri che celebra con la disorientante onestà di sempre i 150 anni dell'Unità d'Italia pubblicando Il sangue del Sud. Antistoria del Risorgimento e del brigantaggio (Mondadori, pp. 300, € 20,00), una lettura penetrante e lucida delle vicende post-unitarie, vicende fondanti per determinare incomprensioni, ostilità e inimicizie tra le due metà della nazione. La repressione del "brigantaggio" fu una guerra civile, insabbiata nei libri di scuola non un cenno alla grande alleanza politica tra le classi dominanti del Nord e i latifondisti del Sud, a tutto danno delle classi subalterne». I briganti andrebbero insomma chiamati con un altro nome nei libri di storia: "ribelli". Celebrare a dovere i 150 anni dell'Unità d'Italia potrebbe significare impegnarsi a «rintracciare i documenti mancanti, forse ancora nascosti e dimenticati». Perché senza memoria e senza giustizia un popolo cresce sghembo. E non impara a rispettarsi. Serve, secondo il maestro Guerri, una «profonda opera di revisione storiografica». Perché s'è trattato d'una guerra civile: e perché a raccontarla, come sempre, è stato il vincitore. Un vincitore che ha imposto la damnatio memoriae sui vinti, riducendo i suoi massacri alla stregua di semplici operazioni di polizia. L'Unità d'Italia per come purtroppo si realizzò non seppe integrare tradizioni, culture e lingue diverse: Guerri sostiene che l'educazione all'italianità dei meridionali sia passata per una contrapposizione rancorosa. "Noi", portatori di giustizia civiltà e legalità, contro "loro", i briganti. A dividere le parti, spiega lo storico senese, «una diversità radicale e radicata, non un'inconciliabilità momentanea. Qualcosa di molto simile a un'estraneità». Che significava la parola "brigante"? Guerri insegna che a introdurla furono i francesi: nel 1829 i nostri linguisti la consideravano ancora un neologismo. Prima ci si serviva di parole come "bandito" o "fuorbandito". Secondo lo storico senese, oggi chiameremmo i briganti "terroristi" oppure, aggiungiamo noi, "guerriglieri". La ribellione di quanti non intendevano accettare l'Italia monarchica venne battezzata, insomma, con un francesismo d'accatto: "brigantaggio". Adottato come sinonimo di "banditismo". Chi era, allora, il "brigante"? Tante erano le anime dei briganti. Erano ex combattenti, erano lavoratori esausti, erano cittadini che rifiutavano gli anni imposti dalla leva militare obbligatoria di stampo giacobino del nuovo Stato, e c'erano - va detto - anche nostalgici borbonici. Erano a volte disertori, a volte delinquenti, a volte romantici. «Terra, giustizia, onore, tradizione, orgoglio, cacciata dello straniero: erano questi i concetti che invitavano i briganti alla battaglia», insegna Guerri.. Non mancavano le donne: secondo Guerri, si trattava di «antesignane di un femminismo istintivo e rabbioso, ribelli stanche di essere confinate, da sempre, al letto, al focolare e ai figli. Un esercito di nomi e di storie senza volto, un'escrescenza della storia, per decenni considerata ingiustamente marginale». Quanti erano i briganti? Erano parecchi. Guerri riferisce che nel 1861 agivano, dall'Abruzzo in giù, 216 bande. I briganti «immaginiamoli magrissimi, di statura bassa, membra grosse, capelli ruvidi e irti, denti guasti, scuri, mancanti. Mani come pale, grosse di calli, dita non fusellate, corte, unghie nere. I pidocchi fanno parte della vita quotidiana, come l'aria». E Guerri parla dei contadini, non di quelli che sono andati alla macchia. In quel frangente le cose peggiorano con una certa facilità. Questa guerra venne combattuta con una legge, la Legge Pica dell'agosto 1863, con cui il governo italiano «impose lo stato d'assedio, annullò le garanzie costituzionali, trasferì il potere ai tribunali militari, adottò la norma della fucilazione e dei lavori forzati, organizzò squadre di volontari che agivano senza controllo, chiuse gli occhi su arbitrii, abusi, crimini, massacri». Caddero, secondo le cifre che Guerri considera più attendibili, addirittura attorno alle 100mila persone tra i meridionali, complici i caduti per stenti, prigionia, disperazione, suicidio. Morale della favola? «Oggi, non si può più tacere che quella conquista comportò episodi da sterminio di massa». Non mancarono episodi di violenza cieca e gratuita per mano sabauda, come i massacri di Pontelandolfo e Casalduni, completi di saccheggio e stupri: nascevano per rappresaglia, costituirono un focolaio d'odio. E in entrambi i casi non ci fu nessun processo. E qualcuno voleva non ci fosse nemmeno memoria. Economicamente, il Regno delle Due Sicilie era decisamente più ricco del Regno del Piemonte, almeno per quanto riguardava le riserve auree. Gli abitanti erano gli stessi, nel 1860: nove milioni. Per i primi trent'anni, l'Italia del Sud fu ben sfruttata dal Piemonte, da questo punto di vista. D'altra parte, nelle terre borboniche non esistevano strade, se non in 227 comuni su 1848, e i chilometri di ferrovie erano decisamente pochi. Eppure, ad esempio, «un'infinità di progetti e decreti stabilivano la costruzione di nuove strade; quasi tutti rimasero impigliati nei lacci della burocrazia e nei contrasti tra comuni, signori, preti e quanti, tra vassalli e valvassori, si arrogassero il diritto di avere voce in ogni decisione. Il morbo è arrivato fino a noi». Guerri ricorda che la base dell'economia meridionale restava l'agricoltura, fondata ancora sul latifondo ma i piemontesi non seppero - o non vollero - risolvere il nodo della questione agraria, determinando così una delle principali cause del brigantaggio: lo scontento abnorme dei contadini. Che sognavano, naturalmente, una equa redistribuzione dei grandi possedimenti terrieri. Tutti si ricordano la frase di d'Azeglio: «Si è fatta l'Italia, ma non si fanno gli italiani». Guerri puntualizza che diversi tra i principali padri della patria, come Gioberti, Rosmini, e Cavour, pensavano comunque a un Regno d'Italia ben diverso, limitato a Piemonte, Lombardia, Veneto e ducati emiliani. «In pratica quella che oggi viene chiamata Padania», chiosa lo storico, ribadendo che si trattava delle regioni più piemontesi o "piemontesizzabili". L'errore di piemontesizzare il Sud ha determinato un secolo e mezzo di incomprensioni, risentimenti, invidie, vittimismi e gelosie. Probabilmente, peraltro, ha originato un'ondata di emigrazione di straordinaria intensità, prima verso altri continenti, poi verso il settentrione. E negli ultimi dodici anni le cose non sono state così diverse, nonostante si sia fatto tutto il possibile per nasconderlo, complice la propaganda berlusconiana. Settecentomila cittadini del Sud hanno dovuto abbandondare casa, famiglia e tessuto sociale per andare in cerca di fortuna a settentrione. Laddove c'è qualcuno che sembra trattarli come creature antropologicamente differenti: e non da ieri, da sempre, ovvero da quando chiamava "brigantaggio" la loro ribellione.

mercoledì 19 gennaio 2011

ANCORA LA BORGHESIA ?
La settimana scorsa sul nostro lungomare campeggiavano manifesti con falci e martello ed un gazebo che invitava a firmare per il ritorno del comunismo contro la borghesia. Astenendomi da qualsiasi commento sulla bontà dell’ideologia comunista, e comunque meglio una ideologia che la nientolologia, mi sono soffermato su un commento di mia moglie . “ … ancora la borghesia ? “. Così mi è venuta in mente una classificazione , che tra l'altro ricordavo male di Sylos Labini sulle classi sociali, in cui proponeva la seguente distinzione fra le classi: "I) Borghesia vera e propria: grandi proprietari di fondi rustici e urbani (rendite); imprenditori e alti dirigenti di società per azioni (profitti e rendite misti che contengono elevate quote di profitto); professionisti autonomi (redditi misti, con caratteri di redditi di monopolio). IIa) Piccola borghesia impiegatizia (stipendi). IIb) Piccola borghesia relativamente autonoma (redditi misti: coltivatori diretti, artigiani (inclusi i piccoli professionisti), commercianti. IIc) Piccola borghesia: categorie particolari (militari religiosi ed altri) (stipendi). IIIa) Classe operaia IIIb) Sottoproletariato". Negli ultimi anni, a causa della precarizzazione del lavoro, della svendita dei beni pubblici e della corruzione politica, tutto questo è stato demolito. I processi di globalizzazione hanno ridotto la società politica ed economica a due sole classi : “ I RICCHI ED I POVERI” – che fa tanto Roma monarchica patrizi e plebei - riassorbendo la c.d. borghesia nella categoria dei poveri . Infatti molte persone appartenenti alle classi medie si sono trovate a non avere più i vantaggi economici di prima. La competizione lavorativa è diventata mondiale, e viene diretta e controllata da chi già detiene una fetta enorme di potere economico; hanno fatto aumentare il divario fra le due uniche classi e nei paesi ricchi molte persone appartenenti alle classi medie si sono trovate povere. I paesi poveri vengono costretti a produrre di più mentre il prezzo delle loro materie prime viene abbassato, e nei paesi ricchi aumentano la disoccupazione e il lavoro precario. Ed i politici? Ebbene loro cercano di dimostrare di poter rappresentare tutte le classi e difendere i diritti di tutti, ma è un comportamento di copertura, ossia che è vero l'opposto: il politico oggi non è a servizio dei cittadini, e la politica è soltanto un canale che serve al gruppo egemone per mantenere il controllo politico sulla popolazione , dove nelle campagne elettorali il cittadino non è il protagonista, ma bersaglio della propaganda di esperti "consulenti" , chiamati spin doctors (dottore del raggiro, manipolatore di opinioni). Si è passati : “ dalla democrazia rappresentativa alla democrazia consumista". E i cittadini ? Sono alla passivizzazione. Oggi i politicanti valorizzano ciò che appare e che suscita emozioni momentanee, e nascondono quello che sarebbe meglio per la società, guardandosi dall'affermare i valori come la solidarietà e il principio di redistribuzione della ricchezza.