lunedì 27 settembre 2010


GLI ORCHI

Le immagini riportate sono chiaramente di Salerno, C.so Vittorio Emanule per intenderci, e mentre si magnificano piazze, luoghi d'incontro ultracivili, opere stradali migliorative, asili e tant'altro i cittadini di salerno, voglio sperare non salernitani e di sicuro non salerniNANI, si comportano così. Tali azioni mi fanno venire in mente  un passaggio de Lo Hobbit di Tolkien : " Gli orchi non fanno cose belle (...) ,  Di solito sono disordinati e sporchi. (...). Hanno sempre cercato di lavorare il meno possibile con le proprie mani, e sono probabilmente responsabili di quegli sconvolgimenti che alcuni chiamano "regresso" ( quest'ultima è nota dell'autore). Nei romanzi di Tolkien, gli orchi sono descritti come esseri antropomorfi, più bassi degli Uomini, orribilmente deformi, sudici; hanno le gambe arcuate e sono forzuti ma impacciati. Sono creature malvagie e miserabili, capaci solo di distruggere. E' triste constatare che girando per la città  ne siamo invasi, prevale la cultura dell'orco, e mi viene da pensare che il Prof. Tolkien è sempre molto attuale.






 

venerdì 10 settembre 2010

SELF-CONGRATULATION



Come è sottile la linea tra narcisismo ed autocelebrazione in psicologia. In politica, poi diventa addirittura invisibile. Si entra e si esce quando dall’uno e quando dall’altro. Ma come sono i politici di oggi, fatta eccezione per molti del passato e pochi del presente.  Innamorati di sé stessi? pieni di arroganza?  vanagloria?  megalomani?  O semplicemente buoni gestori della cosa pubblica ?  Vi chiedere cosa mi ha sollecitato questa riflessione ebbene guardate qui:



Nei miei soliti giri in bici per Salerno - mi sforzo di salvare l'ambiente ed il mio apparato cirdio-vascolare -  ho letto questo  manifesto perciò  mi è venuto da pensare se esiste un differenza tra autocelebrazione e narcisismo. Vuoi vedere che l'autocelebrazione è una forma di narcisismo contenuto, come dire  narcisismo  patologia dell'autocelebrazione. Il problema è che in politca l'uno e l'altro sono intimamanete connessi. Al di là dei contenuti del manifesto, perché il  Sindaco di Salerno Vincenzo De Luca ha sentito l'esigenza, tra l'altro non nuova, di dire : " Avete visto quanto sono bravo, mi avete dato fiducia ed io sto ricambiando". Questo va bene. Ma mi preoccupa una riflessione , vuoi vedere  che oggi fare il proprio dovere  rappresenta un'eccezione  - da autocelebrazione/narcisistica - stante la miriade di mangia pane a tradimento e fannuloni che ritroviamo a gestire il bene comune. Ed allora mi viene in mente la figura di Domenico Pellegrini-Giampietro ( si studi  senza preclusioni ideologiche, solo come fatto storico) il cui rimpianto è stato non  il riconoscimento "bisbigliato" di salvatore delle finanze d' Italia, ma quello di non aver potuto portare a compimento l'opera che si era prefisso. E se il Sindaco invece di fare la lista di quello che ha fatto, facesse la lista periodica delle cose ancora da fare, in modo di garantire ai cittadini la possibilità di verificare la operatività "in corso d'opera"?   
Maestro di kyūdō ( tiro con l'arco) all'allievo : " Da noi se si ha da fare un cammino di 100 km a 90 km ci si considera solo a metà...

giovedì 9 settembre 2010




 AZIONE E QUALIFICAZIONE

Parto da un banale e ricorrente fatto per introdurre un argomento senza fine. Sulle spiagge di tutta Italia, ma forse nel mondo, si apre come al solito il mercato del tarocco. Cioè a dire un oggetto simile all’originale nella fattura , ma mai nella sostanza. Pare sia difficile resistere alla tentazione dell’acquisto con tutte le trappole “ intime” ad esso collegato. Alcuni ne fanno, poi, solo una questione di stile, altri ne fanno una questione anche etica. Personalmente mi chiedo perché si compra il tarocco ? Le giustificazioni posso essere infinite, siano esse riferite al sì come al no. Non voglio porre un problema sul : “ Piuttosto che niente meglio piuttosto; oppure meglio pochi ma buoni “. Sia essa una questione etica oppure di stile non è importante , come al solito l’acquisto è l’effetto , noi abbiamo l’obbligo di chiederci qual è la causa. Dobbiamo domandarci cosa vogliamo far prevale l’essere o l’apparire. Annosa questione anche questa. Ebbene la società moderna impone uno status e degli standard, ed ecco che orde di persone la inseguono, mentre non se ne rendono neanche conto, ciò perché gran parte dei rapporti sono dominati sull’apparire. Ciò ha portato innegabilmente ad un mondo che privilegia l’apparire in modo smisurato sull’essere che è rimasto sino ad oggi una terra di nessuno, poco importante e come si crede erroneamente persino non espandibile. L’essere quindi, è un qualcosa di profondamente diverso, l’essere è come siamo veramente, nel profondo, cosa e come pensiamo, è la parte di noi stessi con la quale dialoghiamo interiormente, ma essa raramente è mai esposta nella sua completezza, ciò perché spesso l’essere può collidere severamente con l’apparire. Persona , personalità risultano sempre al “ centro” e se invece , visto che l’apparire è forma e l’essere può essere il non essere , e se affermassimo il principio dell’impersonalità attiva : “ Bisogna suscitare uno stile di impersonalità attiva, per cui quel che conta sia l’opera e non l’individuo, per cui si sia capaci di non considerare se stessi come qualcosa di importante, essendo importante invece la funzione, la responsabilità, il compito assunto, il fine perseguito”. E se facessimo così.

mercoledì 8 settembre 2010

SIAMO UOMINI LIBERI?
Vi voglio invitare ad una riflessione : “ Il male di tutti i mali è la società mercantile”. Leggete questa trasposizione : (…) nelle contrapposte classi dei capitalisti e dei proletari si vede due facce d’una stessa realtà che è la “demonia dell’economia”, l’assunzione d’una categoria strumentale a categoria finalistica, conseguente alla “invasione barbarica” dell’industrialismo. L’illusorio miraggio delle conquiste tecnico-industriali, che egualmente abbacina i due antagonisti, vela ai loro occhi il deserto spirituale in cui il materialismo li ha condotti e dove essi officiano all’ultima divinità superstite: il progresso, tra i possibili fasti del quale vi è la distruzione scientifica dell’umanità. LA difesa disperata dei valori spirituali degli stessi uomini disposti ad arginare la rovina sono più o meno intaccati dalle tossine del male che essi vogliono curare, delle quali la cultura moderna è impregnata. Ed allora dar vita ad una élite a carattere spirituale, formata da uomini esprimenti un ideale di virilità immateriale, dotati di una fedeltà incondizionata, ascetica, incrollabile all’idea che li accomuna capace di depurare dalle tendenze economicistiche, utilitaristiche e ultra-consumistiche l’agire quotidiano “. Nessun anatema contro il denaro ed il profitto, esprimerei un pensiero troppo antimoderno, ma sostengo che i valori e la funzione economica sono da accettarsi, ma in quanto subordinati ad altri valori. E’ significativo che il privilegiare sistematicamente l'economia ed il benessere individuale porti a breve termine, oltre che all'instaurazione di un sistema inumano ed alla deculturalizzazione dei popoli, persino ad una cattiva gestione economica. Ma purtroppo ciò che sfugge al calcolo dei costi oggi è trascurato. Gli aspetti non quantificabili economicamente della vita umana e dei fatti socioculturali diventano indecifrabili e vengono quindi ritenuti insignificanti. La personalità dell'uomo è “cosificata”, ovvero assorbita dai beni economici posseduti, che soli strutturano la sua individualità. Si cambia di “personaggio” quando cam¬bia la moda e non si è più caratterizzati né dalle origini , né dalle opere, ma solo dal consumo. Nel sistema contemporaneo i tipi dominanti sono il consumatore, l'assicurato, l'assistito, neppure il produttore o l'imprenditore, giacché il mercantilismo diffonde un tipo di valori per cui ven¬dere e consumare appare più importante che produrre. E non vi è niente di più livellatore che la funzione del consumo: il produttore, o l'imprenditore, si dif¬ferenzia per le sue azioni, mette in gioco delle capacità personali; il consumo invece è l'attività passiva , la non attività per eccellenza, a cui tutti possono in¬differentemente accedere. Ed oggi il consumo non distingue più neppure le elité perché al bene pregiato che classifica una persona come ricca , sopperisce l’industria del falso. E qui il discorso si fa più complicato in quanto involge il tema dell’essere e dell’apparire.

martedì 15 giugno 2010

Quest’estate leggete “almeno” un fumetto.



Nel fare avvicinare i miei figli, Massimiliana e Stefano, alla lettura dei fumetti, visto che i bambini di oggi faticano con i libri ( ma non ho perso le speranze verrà il momento anche per questi)  sono entrato nel mondo dei Manga. Ebbene devo ricredermi, rispetto ai “ giornaletti “ dei miei tempi  oggi il fumetto è mezzo di espressione e forma d’arte, e non solo intrattenimento, soprattutto quando è un bianco e nero,  in una società in cerca del colore compensativa di carenze creative.

Ed allo mi sento di consigliarvi di leggere quest’estate la storia del samurai Itto Ogami e suo figlio Daigoro. Superate le prime difficoltà di tecnica di lettura all’orientale entrerete a far parte della storia - e del mito - del fumetto. Senza mezzi termini posso parlare di una saga eccezionale. Nell'ambito del fumetto nipponico raramente s’incontrano opere di pari livello tra le proprie letture anche per l'ampiezza meramente quantitativa, l'opera scritta da Kazuo Koike e disegnata da Goseki Kojima ci pone di fronte a qualcosa di raro.

Lone Wolf & the Cub , questo è il titolo del fumetto,  é romanzo storico e racconto epico. Dell'epica ha il linguaggio poetico che si fa ora lirico, ora drammatico; dello storico è un'esplorazione e un'esposizione perfetta del Giappone della prima era Edo (Edo è il nome antico di Tokyo), quel Giappone del XVII, primo XVIII, secolo tutto racchiuso in sè e nella propria tradizione .

Straordinario è poi in questo senso l'uso che Kojima fa della natura e del suo rapporto con la religione che creano il registro stilistico della intera opera. Del resto il racconto che Koike sviluppa é in consonanza e raccordo con questa forza del disegno che Kojima dispiega come pura narrazione attraverso il movimento, l'espressione umana, la perfetta costruzione dinamica della tavola, una gestione del tempo narrativo - pause, accelerazioni, fermo immagine - che esalta la struttura dell'opera, fissando nel lettore ogni momento con il suo esatto valore drammatico.

Andate in fumetteria sono soldi ben spesi.

venerdì 28 maggio 2010


NORMA SULLA IMPIGNORABILITA’ DEI BENI ASL .

Da precetto salvastipendi a Zattera di Medusa.



Partiamo dall’assunto che la Regione Campania presenta un grave disavanzo sanitario, frutto del malgoverno dei Direttori Generali nominati dalla Giunta Bassolino. Tale collasso finanziario ha assunto proporzioni talmente drammatiche da mettere in pericolo gli stessi stipendi dei dipendenti delle ASl , per non parlare di quelli della sanità convenzionata oramai in ginocchio. Il maxi emendamento di Tremonti , per la Campania prevede « che fino al 31/12/2010 non possono essere intraprese o proseguite azioni esecutive nei confronti delle aziende sanitarie locali e ospedaliere delle regioni medesime e i pignoramenti eventualmente eseguiti non vincolano gli enti debitori ed i tesorieri, i quali possono disporre delle somme per e finalità istituzionali degli enti. “
Talvolta le buone intenzioni di una norma, che potremmo definire salvastipendi porta con sé delle criticità :

- Le AA.SS.LL. che in sofferenza già pagavano i fornitori con un ritardo medio di 8 mesi , si potrebbero sentire autorizzate per più di sei mesi a non pagare ulteriormente in modo che, i tempi d’incasso per le strutture convenzionate ed i fornitori si allungheranno ancora di più.

- Le strutture convenzionate che per scongiurare la chiusura avevano avviato, nei confronti delle AA.SS.LL. azioni esecutive presso i Tribunali per riscuotere coattivamente i propri crediti non potranno più farlo , e di fatto le Aziende sanitarie non saranno più oggetto di procedure esecutive , come dire “ crediti impignorabili”. L’ effetto sarà il sicuro fallimento di diverse imprese che pur vantando crediti certi, liquidi ed esigibili per prestazioni o forniture sanitarie richieste ed erogate regolarmente, avranno come conseguenza pesantissime ricadute nei settori occupazionali;

- Case di cura, Centri di riabilitazione , laboratori analisi convenzionati e ditte fornitrici di medicinali ed a vario titolo, penderanno dalle labbra dei Commissari Straordinari delle ASL che , in completa autonomia, venuto meno anche il vincolo a cui erano obbligati, a dispetto di creditori privilegiati, decideranno, il chi , il come ed il quando pagare . E, considerato che sono organi di derivazione politica, di una politica fallimentare , possiamo già da ora immaginare come andrà a finire.

- Tale moratoria rischia di togliere ossigeno a centinaia di imprese che da mesi non vedono onorate le fatture, e che le espone seriamente al rischio della chiusura . Ove non bastasse, si aggiunge la difficoltà di poter accedere al credito da parte del sistema bancario o parabancario data la non esigibilità immediata e la difficoltà di recupero del credito - leggasi finanziarie che acquistano i crediti ora al 92%, con il comma 79 scenderanno intorno all’80% , ( da banca ed usura ).

La norma sulla impignorabilità delle liquidità delle ASL se da una parte rappresenta una boccata di ossigeno dalle pressioni debitorie frutto di sconsiderate politiche clientelari e sprecatole, è l’asso nella manica dei commissari di espressione bassoliniana che già hanno dimostrato concretamente di non saper gestire le risorse loro affidate o di gestirle irresponsabilmente , ed ora gli si dà lo scudo protettivo dell’impignorabilità , strumento che potranno usare a piacer loro , senza alcun controllo con la possibilità di premiare gli amici degli amici a scapito della vita pmi e della salute dei cittadini.

Passi per la impignorabilità ma è quanto mai urgente un intervento volto a rimuovere la classe commissariale e dirigenziale di derivazione bassoliniana , per evitare che l’operazione impignorabilità si trasformi da norma salvastipendi a zattera di Medusa per consentire il salvataggio di " Tecnici" di  una classe politica attrice degli  sprechi e clientele nella sanità campana .

lunedì 19 aprile 2010

Il caso Regione Campania

Il porto delle nebbie in cui la menzogna è funzionale al potere politico.

Ieri in una uggiosa domenica di aprile ho dedicato parte del mio tempo a vedere un gran bel film dal titolo : “ GREEN ZONE “film di Paul Greengrass con Matt Damon . Per chi non è un cinefilo riassumo brevente la trama . Gli americani in Iraq sono intervenuti per fermare la produzione di armi di distruzioni di massa ( atomiche e batteriologiche) destituendo e poi giustiziando Saddam Hussein. Poi si scopre che le rilevazioni di Magellano – informatore dell’intelligence americana - aveva confermato che i congegni non erano mai esistiti. Ma era necessaria la GRANDE BUGIA del governo Bush , creata ad arte per giustificare l’invasione dell’Iraq. Così la notizia viene data come vera , grazie alla complice partecipazione dei mass media – leggi NY Times -. Quando il raggiungimento di un interesse superiore non è giustificato da un piano strategico etico è necessario creare un evento che giustifichi una iniziativa che espone a giudizi di valore. Vi chiederete cosa c’entra tutto questo con i salerniNani . Il fatto è che ho collegato la vicenda, siate clementi, con un articolo uscito in prima pagina sulla Città, sempre di ieri, dove il neopresidente della Campania dichiara : “ I CONTI DELLA REGIONE CAMPANIA SONO UN DISATRO ! “. Eppure la forze politiche ante campagna elettorale avevano sostenuto che i conti erano a posto e ciò era stato possibile grazie ad una serie di iniziative volte al contenimento della spesa pubblica; grazie alle manovre di destituzione e nomina dei commissari per la sanità, per i rifiuti, per i piani della formazione , per l’ambiente, per il bilancio e Dio sa cos’altro. Tali strategie per governare le emergenze avevano come unico obbiettivo quello di essere autorizzati a fare nuove nomine , nuovi incarichi, a finanziare progettualità di risanamento a destinare ingenti somme a fondo perduto. Prima la grande bugia e dietro di essa i veri fini. Ed allora Bassolino come Bush e la Regione Campania come un territorio privilegiato per chi comanda e occupa, come dire un’ enorme Green zone. Ma allora l’operazione Iraq è tanto lontana da noi ? Per me è solo la storia che si ripete .

venerdì 9 aprile 2010

I CAMBI DI CASACCA NELLA SANITA' CAMPANA.

Nessuno può minimamanete immaginare cosa significa lavorare in un Ente politicizzato se non è parte di quel meccanismo che si chiama sanità. Ebbene il centro-destra ha vinto le elezioni regionali con un margine di scarto che fà dedurre, per lo meno, che la gestione ultradecennale dei bassoliniani ed affini è stata ritenuta disastrosa. Che questo lo dica uno come me, od altri come me, che si sono dichiarati  e continuano a farlo apertamente, censori di un sistema familistico ed amorale che  aveva come obbiettivo unico quello di usare i soldi pubblici per soddisfare l'appetito dei famelici accoliti della sinistra campana - cosa che continuano a fare fino all'ultimo giorno utile prima dell'insedimento di Caldoro - non deve meravigliare. Il problema sorge nel momento in cui quest'analisi impietosa avviene proprio da chi ha usufruito dei benefici di questo sistema corrotto, da parte di chi ha votato la sinistra e da chi continua a fruire di guarentige e privilegi. Dirigenti medici, amministrativi, ex direttori generali, sanitari, amministrativi che declamano appartenza alla destra con la paura di non poter più godere dei piaceri dell'amico politico. Ma finalamente ieri dalle pagine del mattino l'on. Enzo Fasano ha detto: " Assessore Pasquino. Non ci pensate proprio lui è di sinistra ". Evvivadio, ma quanto durerà la battaglia contro i cambi di casacca ? La vinceranno i coerenti ? Se non facciamo morire l'ideologia e l'appartenza i coerenti,  perché solo se non ci ritroveremo ai vertici della sanità sempre le stesse persone compartecipi carnefici dello sfascio,   la politica potrà riacquistare la fiducia degli onesti e degli astensionisti.    

martedì 16 marzo 2010

COMBATTERE LA PROCESSIONARIA DELLA NOSTRA SOCIETA’



Ieri mi stavo dedicando ad una lettura storico-politica e mi sono imbattuto in una similitudine che involgeva una citazione riguardante la Processionaria del Pino . Tale citazione ha solleticato, come capita spesso la mia curiosità . E così ho scoperto che :
la Processionaria del Pino (nome scientifico Thaumatopoea pityocampa ) è un lepidottero che attacca diverse specie di pino, con predilezione per il Pino nero e il Pino silvestre. Più raramente infesta larici e cedri. La sua presenza mette a rischio la vita delle conifere ed è considerato uno dei fattori limitanti per lo sviluppo delle piante del Mediterraneo.La loro presenza è facilmente riconoscibile grazie ai nidi dove svernano le larve, posizionati sulle cime dei rami e sugli apici.
I nidi compaiono alla fine dell'autunno e causano una necrosi alle foglie della pianta nonché la morte.
La processionaria del pino è dannosa anche per l'uomo , in quanto i peli della processionaria entrano nella cute e causano un eritema papuloso. Per questo motivo la disinfestazione dalla processionaria è diventata obbligatoria negli ultimi anni. La larva è lo stato giovane di questo insetto e il più pericoloso esse si spostano generalmente in gruppo ordinato in fila (da questo il loro nome volgare derivante da "processione").
Quando la processionaria raggiunge l'età adulta diventa totalmente innocua, trasformandosi in una farfalla notturna con ali di color giallo avorio o bianco sporco.
A questo punto mi sono chiesto , ma qual è la processionaria della nostra società ? Elencando i possibili mali, ne ho trovati diversi, e tanti altri ne trovereste voi. Il problema , però, è sempre lo stesso non confondere la causa con l’effetto.

LA LOTTA ALLA PROCESSIONARIA

Il pericoloso parassita , a mio avviso è sicuramente l’assenza dell’ etica di pensiero-azione . Essa si forma attraverso una serie principi comunicati ai figli da piccoli, con l’avvertenza di spiegarE ,principalmente, le regole con le quali la società moderna ha deciso di governarsi e quale potrebbe essere il giusto comportamento. Qualcuno molto importante ha detto “Il metro di valutazione del giusto può variare al massimo da una generazione di umani ad un'altra, ma le regole alla base rimangono comuni, perché trascendentali ad ogni spazio ed ad ogni tempo”. Ed ancora . L'applicazione dei principi dipende invece dallo spazio e dal tempo, dal contesto in cui l'Io si trova ad agire; spazio e tempo sono anch'essi realtà trascendentali, rispetto agli individui: l'etica dipende dallo spazio-tempo in un contesto universale, comune a tutti (intersoggettivamente)- Kant -.
Etica ed azione come  una via da seguire, esempio per se stessi e gli altri, in cui effetto moltiplicatore può dar vita al mondo nuovo. Ma quali i principi ? Alla prossima.

lunedì 8 marzo 2010



LA LEGALITA' ABUSA !!!
- l'arte del predicare bene e del razzolare male -



Come in ogni campagna elettorale che si rispetti c'è sempre qualcuno che è meno rispettoso degli altri. E guardate un po chi ergendosi a garante della legalità " deturpa" la nostra città con la sua immagine. Il sorriso sembra proprio dire : " Comando io e faccio quello che voglio , anche attaccare i manifesti fuori dagli spazi elettorali". Ed allora , i SAlerninani ricordano al Sindaco di Salerno che :
...ai sensi dell'articolo 8 della legge n. 212 del 1956, recante norme sulla propaganda elettorale, «Chiunque sottrae o distrugge stampati, giornali murali od altri, o manifesti di propaganda elettorale previsti dall'articolo 1, destinati all'affissione o alla diffusione o ne impedisce l'affissione o la diffusione ovvero stacca, lacera o rende comunque illeggibili quelli già affissi negli spazi riservati alla propaganda elettorale a norma della presente legge, o, non avendone titolo, affigge stampati, giornali murali od altri o manifesti negli spazi suddetti» nonché «Chiunque affigge stampati, giornali murali od altri, o manifesti di propaganda elettorale previsti dall'articolo 1 fuori degli appositi spazi è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 103 a euro 1.032». Eppure che : ai sensi dell'articolo 635 del codice penale commette il reato di danneggiamento colui che distrugge, disperde, deteriora o rende, in tutto od in parte, inservibili cose mobili od immobili altrui, con l'aggravante se il fatto è commesso su edifici pubblici o destinati ad uso pubblico od all'esercizio di un culto o su cose di interesse storico od artistico ovunque siano ubicati. E per restre in tema :
ai sensi dell'articolo 294 del codice penale «chiunque con violenza, minaccia o inganno impedisce in tutto o in parte l'esercizio di un diritto politico, ovvero determina taluno a esercitarlo in senso difforme dalla sua volontà, è punito con la reclusione da uno a cinque anni». Basterà???

giovedì 4 marzo 2010

DESTRA E SINISTRA. MA ESISTE ANCORA ? 
L'effetto montone di Rabelais

Definizione di destra e sinistra: Categorie ideologiche al fine di connotare gruppi di elettori , secondo  principi etici e valori propri di un  immaginario collettivo. Considero, per quanto mi riguarda, la distinzione tra destra e sinistra un problema irrisolto, quando le connotazioni ideologiche tra gli anni '80 e '90 era quanto mai definite , figuriamoci oggi . La causa si chiama  trasformismo, dovuto ad una inappagata sete di potere da parte dei soliti politici di turno , che ha prodotto un effetto che è sotto gli occhi di tutti :  gli improbabili apparentamenti partitici per fini  di quorum elettorale ed i continui travasi tra gruppi politici. Tale effetto ha snaturato la concettualizzazione ideologica di destra e sinistra , per dar luogo ad una massa di  orfani,  un  esercito di esuli che, alla politica come viene fatta oggi, non credono più. Tale  disaffezione si chiamano schede bianche, schede nulle ed astensione che, da una parte, è  una forma di protesta, ma dall'altra è utilizzata per calcolo politico e modelli strategici dai famelici maxigruppi politici . Ad ogni tornata elettorale c'è chi si avvantaggia della protesta degli esuli, continuando a garantirsi il governo del sistema . Ed allora,  oggi,  come si orienta l'elettore nelle motivazioni della scelta di uno schieramento anziché un altro. Forse il problema non se lo pone più, ragion per cui si crea l'effetto montone rappresentato da Rabelais : "      I montoni del mercante Dindenaut seguivano quello che Panurgo aveva maliziosamente gettato in mare, e l’uno dopo l’altro si precipitavano , giacché la natura del montone, il più sciocco e inetto animale del mondo, è di sempre seguire il primo, in qualunque parte vada” .
DIO SALVI L'ITALIA.    

lunedì 8 febbraio 2010

DE LUCA E CALDORO : UNA CONFUSIONE DA PSICOFARMACI
La campagna elettorale per le regionali è entrata nel vivo e così i media riportano dichiarazioni, interviste, proclami dei leader dei due principali schieramenti  centro-destra e centro-sinistra : da una parte Caldoro e dall’ altra De Luca . Per ora di programmi se ne parla poco, al più petizioni di principio piuttosto scontate e banali ( fuori i consulenti dalla regioni, non sprechi nelle asl, migliore gestione dei finanziamenti per le attività regionali ). E così è triste rilevare che siamo passati da una ideologizzazione( socialismo, comunismo, democristianesimo, neofascismo, proletarizzazione ) delle campagne elettorali degli ’80 e precedenti; per passare attraverso la contrattualizzazione del voto ( tra politico ed elettore ) ; per giungere ad oggi  fino  dove si  proclama la morte dello schieramento ideologico, e si definisce  demagogico qualsivoglia accordo tra elettore ed neoeletto su specifici programmi ( perché alla fine tutti si copiano dicendo le stesse cose con effetti di sovvrapposizioni deleterie per i candidati ). Ma allora quali dovrebbero essere gli elementi di analisi per indurci a scegliere un candidato , anziché un altro ? Nonostante quanto ho premesso vi sono poche alternative. Dobbiamo porre in essere un’analisi introspettiva stabilendo di votare un candidato alla presidenza regionale a seconda del  proprio convincimento ideologico : come dire se ci si sente di centro-sinistra o di centro-destra. Ma per nostre regionali  la confusione è imperante , in quanto ci ritroviamo un candidato a sinistra ( De Luca che semplificando al massimo si può rappresentare come ORDINE E MANGANELLO) ed un candidato a destra , Caldoro ,un socialista ex Craxiano, assai mite che si rappresenta come disposto all’ascolto, alla concertazione ed alla mediazione. Il paradosso potrebbe essere   che la base del Popolo delle libertà ( ex alleanza nazionale, alternativa sociale, la destra di storace, la Fiamma et similia, i berlusconiani l’efficientisti ed intransigenti ) dovrebbero riconoscersi più in De Luca  che nel mite Caldoro e viceversa ,  per quelli di sinistra. In questa situazione , poi, ci si mette anche il voto DISGIUNTO, che potrebbe avere conseguenze irreparabili sulla governabilità.  Ma esiste la destra e la sinistra ?  Alla prossima puntata.

giovedì 14 gennaio 2010



IL FASCISMO DI PIETRA A SALERNO Liberiamo l'arte del Ventennio dalla “ damnatio memoriae”. Spesso il giudizio storico e politico sul fascismo, da parte di taluna propaganda partitica o filosofi della politica pregiudizialmente schierati a sinistra od appartenenti alla destra neo-moderna anti-storica , involge l'architettura e l'ingegno del ventennio fascista , da reputarsi, invece,un patrimonio da valorizzare. I palazzi sul lungomare Trieste e quant'altro, sono figli dell’architettura del fascismo ed l'auspicio è che qualche autorità cittadina ( Comune, Provincia , Enti ) si decida a fare una mostra storico-fotografia sul «bello del fascismo». Un patrimonio di opere pubbliche di cui Salerno si abbellisce, fatte costruire in pieno ventennio dal podestà della città di Salerno con il placet del ministro dei Lavori pubblici del duce, Araldo Di Crollalanza. Questi edifici sono la massima espressione del bello dell’architettura fascista , soprattutto con quel corollario di palazzi costruiti in successione di fronte al mare. In questa richiesta di una mostra storica non vi sono né intenti revisionistici , né nostalgici , né vi è l’intenzione di voler proporre un'interpretazione ideologica dell'arte e dell'architettura fascista. La mostra potrebbe avere solo l’intento di valorizzare l'architettura fascista per la sua bellezza in sé , per la sua validità artistica e noi ne abbiamo un esempio nella nostra città . Sfortunatamente non tutte le costruzioni del ventennio sono come i palazzi sul lungomare ,in buono stato perché utilizzati, ma è necessaria una ricognizione per capire che cosa c'è all'interno, che cosa c'è di rilevante e che cosa di irrilevante e come obbiettivo, non secondario, dovremmo esclusivamente sforzarci di far conoscere questo patrimonio a tutti nonché salvare giò che gli enti locali hanno abbandonato. Per chi volesse avere un idea dell'architetettura fascista a SAlerno consiglio il sito: http://www.artefascista.it

giovedì 7 gennaio 2010



Di promesse non godere, di minacce non temere.

A colpi di 500 € ci si continua a baciare, si sporcano le strade con rifiuti e cacche di cane,si esercita la prostituzione etc... Da Salerno e provincia sarebbe, dico sarebbe, iniziata la linea dura rispetto alla raccolta differenziata , ai padroni sporcaccioni ed incivili proprietari di cani , alla prostituzione , agli innamorati nello scambiarsi baci e carezze in auto. Insomma c’è un po’ di tutto . Di fatto nelle strade di Salerno - per lo più – non accenna a diminuire il fenomeno del sacchetto selvaggio; per camminare sui marciapiedi , quando non ci sono macchine e moto parcheggiate, la gimkana è regola ed è necessario farla per non insozzarsi di cacca di cane ; sulla litoranea mattina, pomeriggio e sera la prostituzione è esercitata in maniera quanto mai efficiente( forse a volte ci sono più le prostitute sulla statale che vigili urbani in città ), ed in più - ad Eboli - multe salate per baci e coccole in auto nell’area del Palasele, a pochi minuti dal centro della cittadina. Il fatto è che con questi sistemi di minacce attraverso propagande roboanti a base di politiche intransigenti a cui non seguono risultati ( strade pulite, niente cacche di cane, non più prostitute e morigeratezza al Palasele) le brutte figure diventano due. E poi, leggetevi questi diversi modi di dire sulla minaccia. • Dalle grida ne scampa il lupo. • Gente minacciata vive a lungo. • I signori che molto tuonano, poco fulminano. • La minaccia del pericolo di domani non turbi il tuo sonno di oggi. • Le minacce non rompono le ossa. • Le minacce sono le armi del minacciato. • Nessuna cornacchia morì mai per minaccia. • Non tutti mordono quelli che mostrano i denti. • Qual la minaccia, tal la paura. • Schiaffo minacciato non fu mai ben dato. • Sono i migliori nemici, quelli che prima minacciano. A voi le conclusioni.

lunedì 4 gennaio 2010

SIAMO NELLA CENTRALISSIMA VIA PAPIO ORE 20.35 DEL 27/12/2009
Che la situazione della pulizia nella città di Salerno fosse un problema irrisolto è sotto gli occhi di tutti, ma che un problema così ,come lo vedete nella foto, potesse diventare una “ SOLUZIONE “ chiaramente tra virgolette , era impensabile. Come nelle migliori favelas dove la precarietà del vivere quotidiano rappresenta la regola; dove il fenomeno dei senza tetto nelle megalopoli è diventato una emergenza , a Salerno l’amministrazione , per diversi giorni ha trovato una soluzione alternativa : non centri di accoglienza, non case ai senza tetto ma un posto letto sotto le stelle, con tanto di lenzuola e cuscino nel centro. Posto letto trasformabile in divano per ospitare , al fine di qualche bevuta amici od ospiti improvvisati per un bicchiere di vino. Tutto nel centro di Salerno a costo zero. Dove la troviamo una amministrazione più generosa di così ?

mercoledì 30 dicembre 2009

SALERNO 30/12/2009 IL PICCOLO COMMERCIANTE CAMPANO PIANGE……. ANCHE SOTTO LE LUCI D’ARTISTA. La società moderna ha radicato in noi un sillogismo : “ Natale = ACQUISTI ”. Ma oggi non vogliamo farvi riflettere sui temi del consumismo, bensì sul settore che in queste feste soffrirà più di tutti l’impatto della crisi economica IL PICCOLO COMMERCIO e particolarmente quello campano ( gli artigiani , ambulanti, tabaccai, bar, edicolanti , etc..). Il messaggio è chiaro. Se la grande distribuzione nella nostra regione ( leggasi Vulcano- Nola - , Decathlon e Ikea- Meka – Casoria-, Centro commerciale Campano di Marcianise, Carrefour - Pontecagnano-), lamenta, impudentemente, una contrazione degli utili nonostante i grandi spazi a disposizione , i grandi capitali da investire in scorte , dubbi sulla specchiatezza di alcuni investitori, una fitta rete di distribuzione sul territorio che può compensare utili e perdite tra centri di vendita , cosa dovrebbe dire il piccolo commercio oramai accerchiato. Gli ultimi dati ISTAT sulle vendite al dettaglio mettono palesemente in evidenza, che a fronte del rialzo degli acquisti per la grande distribuzione organizzata si sia contrapposta la flessione delle vendite per le piccole superfici, con punte di ribasso pari circa al 4 % . Botteghe e piccoli esercizi di vicinato sono : sfiancati dall’immobilismo del governo regionale , con interessi volti a favorire il grande commercio come serbatoio elettorale , finalizzando le proprie azioni a sbloccare, esclusivamente , metri e metri quadrati di superfici destinate alle maxi distribuzioni ; compressi da una crisi economica, che al di là di ogni buon ottimismo, continua a depauperare i ceti medi ritenuti motore di ripresa commerciale; schiacciati dall’abusivismo Cino-africano , che a costi “ sottozero”, vende di tutto dappertutto, senza regole ( tasse , imposte , contributi, costi di esercizio …) ingrassando la camorra . Per il piccolo commercio occorre un intervento regionale forte, sotteso innanzitutto , a politiche di finanziamenti a fondo perduto UE, CIPE e contributi regionali per rompere l’accerchiamento, insieme alla riduzione della pressione fiscale, agevolazioni contributive, limitazione delle superfici alla grande distribuzione . Queste iniziative sosterrebbero chi è già sul mercato ed invoglierebbero altre persone con piccoli capitali a tentare l’avventura imprenditoriale. Non crediamo sia difficile comprendere che mettendo insieme tutti questi fattori il risultato è un aiuto alla ripartenza dell’economia regionale. Per ora i bottegai guardano le abbaglianti luci d’artista a Salerno, ma passato il natale a spegnersi con loro anche la speranza di una ripresa delle attività.

giovedì 17 dicembre 2009

LE LUCI D'ARTISTA NON ILLUMINANO LA PALESTRA DEL VESTUTI

LE LUCI D'ARTISTA NON ILLUMINANO LA PALESTRA DEL VESTUTI
Scena I^ - Replica da diversi anni oramai -.
Stadio Vestuti. " Palestra". Bambini festanti in un ambiente fatiscente.
Piange il cuore vedere degli sportivi , ed in particolar modo tanti bambini svolgere un'attività sportiva in un ambiente da terzo mondo. Tutti dicono che sono pronti progetti straordinari per la struttura del Vestuti, ma se date un'occhiata a queste fotografie, non vi sembrano offensive le luci d'artista. Non sono contrario all'idea d'illuminare a festa Salerno , solo che tale progetto , lo avrei pensato meno faraonico , pare che i costi ammontino a più di 1 milioni di euro, qualche soldino, ad esempio lo avrei dirottato per la palestra del Vestuti, quello sì che sarebbe stato un bel regalo di natale agli sportivi salernitani. Ma evidentemente il progetto luci d'artista è riuscito in pieno , al punto da distrarre quasi tutti , anche quei pochi che prima vedevano ed ora anche loro sono rimasti ABBAGLIATI dalla girandolola di luci colorate del Comune di Salerno.

martedì 15 dicembre 2009

HOMO HOMINI LUPUS Le radici dell’odio sono così profonde che non gelano. L ’odio etnico, politico, sportivo,familiare,culturale,sessuale,religioso,lavorativo… L’episodio accaduto al nostro Premier è la punta dell’iceberg ma quale effetto e non causa di un sentimento che nasce con l’uomo. La storia insegna che la responsabilità è sempre di chi ha detto e lo ha malfatto o chi doveva dire ed ha taciuto. Sarà sempre la guerra di tutti contro tutti.

lunedì 14 dicembre 2009

Egr. Sig. Sindaco di Salerno On. Vincenzo De Luca Oggetto: richiesta di restituzione ai pedoni del marciapiede di via Giovanni Centola – perp. Via Pio XI – Salerno. Io sottoscritto Marco Forlenza nato ad Eboli il 9/11/1959 e residente a Salerno , domiciliato in via Giovanni Centola, 4 - pone alla Sua attenzione quanto di seguito: - circa 5 anni fa il Comune assunse una iniziativa meritevolissima per via Giovanni Centola – perpendicolare di Via Pio XI – allargando il marciapiede di sinistra - senso marcia – evitando che si potesse parcheggiare da entrambi i lati e rendendo meno soffocante una traversina di per se già angusta e più vivibile nel transito per i pedoni. Certo non per colpa del Comune ma da un’opera meritoria non sempre ne deriva un beneficio per i cittadini. Ora quel marciapiede allargato è diventato da anni oramai , di fatto un parcheggio per autoveicoli a qualsiasi ora del giorno e della notte. E per taluni – come si vedrà dalle foto allegate – addirittura un diritto parcheggire sul marciapiede obbligando i pedoni, carrozzine con bimbi e persone diversamente abili a percorrere la traversa in mezzo alla strada , con il pericolo di essere investiti, per poter raggiungere la propria abitazione quando gli è data possibilità di entrarvi , dato che capita che molte volte parcheggiano anche davanti ai portoni d’ingresso e bisogna attendere il carro attrezzi per poter accede alle proprie abitazioni . La situazione è diventata insostenibile. Fin ora i vigili hanno cercato con azioni c.d. repressive di dissuadere il parcheggio selvaggio, ma come immaginerà dopo 10 minuti si ritorna al punto di partenza. Mi permetto di proporre alla S.V. una decisione che potrebbe essere non solo utile ma definitiva , e cioè di far cementare dei dissuasori, come del resto fatto nella traversa parallela superiore le cui dimensioni del marciapiede sono le medesime se non anche più piccole. Questa precisazione è perché sovente si accampano ragioni per la non istallazione dei dissuasori dovute alle dimensioni del marciapiede. Credo che i cittadini preferirebbero sacrificare pochi centimetri ad un marciapiede, ma poterlo finalmente utilizzare , solo così si restituirà la strada agli automobilisti e tutelerà l’incolumità dei pedoni ed abitanti di via Giovanni Centola.
CHI SONO, CHI SIAMO, CHI SAREMO. Il primo intervento non può essere se non sul perché il blog si chiama così. Il nano a cui faccio riferimento è di origine tolkeniana : "« [...] forti e resistenti. Ne consegue che essi sono duri come sasso, testardi, pronti all’amicizia e all’ostilità, e sopportano le fatiche e la fame e il dolore fisico più impavidamente di ogni altro popolo parlante. E vivono a lungo, ben più degli uomini, non tuttavia per sempre. Un tempo si riteneva, dagli Elfi della TERRA DI MEZZO , che, morendo, i nani tornassero alla terra e al sasso onde erano fatti; [...] » più che una descrizione è una petizione di principio. Significa affidare ad una persona che nella "normalità" appare diverso il pieno diritto di esprime il suo pensiero, manifestare il proprio dissenso, lottare come tutti dovrebbero contro suprusi ed ingiustizie il tutto circoscritto alla città di Salerno. Ogni giorno un pensiero, una idea, una provocazione , una denuncia. Il nano esce da sottosuolo colpisce e ritorna nel buio. E' l'unico modo che ha il piccolo, senza risorse e mezzi, per combattere il grande, ricco del potere e dei suoi precipitati.