giovedì 3 maggio 2012


SALERNITANI: I GIOCHI E LE SCOMMESSE SONO UNA TASSA!!!


( Ho sempre giocato ed ho sempre vinto )

A Salerno ovunque passeggi  ti trovi di fronte un centro scommesse od una sala giochi. In fase di recessione è prova provata che il trend di giocate a vario titolo, ivi compreso il gratta vinci, aumentano in modo considerevole. Ciò fa la gioia dello Stato che incassa ennesime tasse, con la differenza che mentre le solite sono senza ritorno, come vuoti a perdere , quella dei giochi è più subdola perché è una tassa-speranza, almeno all’inizio. Poi compri il biglietto, speri nella vincita, non vinci e la tassa diventa come tutte le altre “ vuoto a perdere”. Alla fine il gioco è peggio della tassa normale, ti ingannano  due volte: la prima quando la paghi pensando di non farlo ; e la seconda quando non vinci. E così hai pagato l'obolo per mantenere la malapolitica ed i suoi figli. Mio padre mi raccontava di una statua che aveva visto, io non ricordo dove, che  rappresentava un giocatore “elegante” ma con un frack tutto strappato, quasi a brandelli, e sotto al piedistallo un incipit:” HO SEMPRE GIOCATO, ED HO SEMPRE VINTO”.
Un’idea per una campagna pubblicitaria che potrebbe essere sostenuta dal Comune, che  male non farebbe considerato che molte famiglie anche a Salerno si stanno rovinando proprio a causa del gioco.



mercoledì 2 maggio 2012

LA FESTA DEL LAVORO E’ IL CROCIFISSO RITROVATO






La vera festa del lavoro a Salerno  non si è svolta con la manifestazione rituale del 1° maggio, ma il Sindaco l’ha notevolmente anticipata con quella riuscitissima del crocifisso ritrovato. Un tuffo nel medioevo nei suoi tempi, nei suoi costumi, soprattuto nei suoi mestieri. E perché no, anche un sorta di messaggio con il quale il ritorno all’antico, alla tradizione ed al lavoro come passione, può ancora oggi presentarsi come un’opportunità. Ottima e riuscita iniziativa che si ripeterà anche questa settimana per chi è già andato ritornarvi per “ ritrovare” il visto ed il non visto: per chi non c’è stato è  un’occasione da non perdere.

giovedì 26 aprile 2012

CIRIELLI ED I PARTIGIANI DI SALERNO




Sono stato facile cassandra nel preannunciare che il 25 aprile vi sarebbero state polemiche - incidenti non ci ho pensato, mi sembrava eccessivo-. Ieri la folla dibatteva : “ Ha fatto bene Cirielli a ricordare durante la ricorrenza della liberazione le stragi ad opera dei partigiani che vengono festeggiati in questa occasione?” Ma la domanda non deve essere questa. E’ necessario chiedersi : “ Ma Cirielli diceva la verità?” E se diceva la verità, e secondo me la dice, qual è il problema? La storia non và revisionata. Non siamo tutti alla ricerca della verità , anche di quella scomoda.  Cliccate su questo link, e voi che entrate fatelo senza pregiudizi, come cuoriosi che vogliono conoscere delle testimonianze sull’argomento.

martedì 24 aprile 2012



MA QUALE 25 APRILE

Odio, per lo più,  tutti i giorni in cui il calendario mi obbliga a qualche festeggiamento. La reputo  una vera e propria tirannia  imposta da uomini, seppure  miei pari, che per bislacche  ragioni a volte storiche altre  religiose hanno deciso che quello sarà un giorno di festa. Tra quelle che più odio c’è il  25 aprile. Perché ogni qual volta ricorre questa maledetta data dobbiamo sorbirci le solite polemiche di chi non vive che per aspettare tale ricorrenza tra bandiere rosse e consessi protopartigiani; e chi con fermezza da repubblichino schifa la festa e non  vi partecipa. Il bello è che a parlare e sostenere  in modo veemente le ragioni dell’una o dell’altra parte sono coloro che non sono stati attori  né alla liberazione e né a Salò. Se approfondisci con qualche domanda su quel  periodo storico escono fiumi d’ignoranza e luoghi comuni. Insomma un minestrone. Qualche sbiadito ricordo di banchi di scuola , un pò di sentito dire e se sei degli anni 60/70  confondi questo con quello. Tale  è il risultato dell’esperimento che ho condotto  nel mio ambiente di lavoro, che poi null’altro è che uno spaccato della società. Per fortuna che dopo le ricorrenze del 25 aprile  si ritorna al presente dove crediamo di vivere liberati ma siamo più prigionieri di  prima  in uno stato come quello italiano al collasso occulto e assediati  da una classe politica vergognosa. Auguro ai miei figli – io non potrò  – che un giorno potranno festeggiare una data,  in cui si saranno liberati dal giogo della tirannide dei poteri che governano le nostre vite.              

domenica 22 aprile 2012


APPELLO SINDACO SALERNO: OFFRO LAVORO IN CAMBIO DI I.M.U.
( COME LA CURIA)


Il buon sindaco De Luca ci sta preparando a dover digerire un boccone assai amaro , e cioè:  non far pagare in EURO l’IMU alla curia di Salerno, in cambio di servizi di carattere sociale. Se ciò dovesse accadere sarebbe un grosso scivolone di De Luca. Allora, siamo costretti a pagare l'IMU perché abbiamo deciso di sacrificare parte delle nostre vite per acquistare un appartamento. Le privazioni a cui ci siamo sottoposti insieme ai nostri familiari – mutui, prestiti di famiglia e chissà cos’altro – sono state molteplici . Ora la malapolitica, gli sprechi, il tangentismo, il familismo amorale di certuna classe politica ci ha obbligati ad ulteriori sacrifici( imu,mancati rinnovi dei contratti di lavoro, art. 18,iva e soprattasse etc…).

In questa situazione come potremmo accettare  guarentigie a favore della curia? Perché  tali diseguaglianze???  Ed allora Sindaco perché non fà la stessa offerta ai cittadini salernitani???

 IL sindaco De Luca potrebbe domandare a chi deve pagare tale tassa, la disponibilità a lavorare per il Comune per un tempo proporzionale pari al valore dell’IMU che ognuno di noi dovrebbe versare ,  a seconda delle proprie competenze individuali. Es. Verde pubblico, gestione spiagge comunali, traffico, guida turistica, parcheggi, impianti sportivi, uffici comunali, recupero crediti, avvocatura, consulenze , manutenzione, scuole. Tutto ciò che il Comune di Salerno già paga. Io sono DISPONIBILE FIN D’ORA, come la curia, ad offrire il mio tempo-lavoro, in cambio del pagamento dell'IMU.      

venerdì 20 aprile 2012


LA CACHISTOCRAZIA CAMPANA


Scontro in regione campania tra PDL e UDC, scontro tra PD e nuovo , si fà per dire, PSI DI Caldoro, scontro tra PD e PDL ma un unico elemento emerge e lo ha riassunto benissimo un Maestro, che ha espresso con SAGGIE PAROLE l'attuale situzione che si attaglia al mondo in cui viviamo. " La condiscendenza verso il peggio, la tolleranza indiscriminata. Si è estinto il buongusto, la rettitudine, la decenza. Non dico l'onore, l'eroismo, il genio, il grande stile. Il mondo è diventato un chiassoso coagulo di brutalità. Perché la volgarità è di una brutalità superiore ad ogni altra, uccide nel modo più terribile: impedendo di nascere. Oggi che nasca qualcosa di bello è ai minimi storici del genere umano".  

mercoledì 18 aprile 2012



DRINNN..SCUSA MA DEVO RISPONDERE !!!


Andate sul corso a Salerno e osservate quante persone parlano al cellulare. Ieri sera ho assistito ad  una scena assai carina dove quattro giovanotti pur passeggiando insieme, si fa per dire, parlavano contemporaneamente al telefonino. Il quadretto era pittoresco  perché questi 4 senior continuavano a tenere uniti il passo, ma ognuno di loro conversava amabilmente con chissà chi,  dando importanza a chi stava dall’altra parte ed ignorando la persona con la quale si accompagnavano. Come dire la prevalenza del virtuale sul reale,, il dominio dell’antisociale sulla socialità. In quel caso nessuno disturba nessuno perché tutti con lo stesso discutibile stile stanno facendo la stessa cosa. Ma le persone che usano il cellulare - o è il contrario? -  posso essere assai maledicate . Si legge che “ nella civile Svezia, ad esempio, sui treni sono state predisposti vagoni vietati ai cellulari accesi, in Olanda nei locali è generalmente proibito entrare con la suoneria non silenziata ed iniziano a comparire nei negozi cartelli del tipo : chi al momento di essere servito sta parlando al cellulare, torna in fondo alla fila. Anche nell’uso del cellulare è richiesta educazione del tipo: non parlare a voce alta; non interrompere le conversazioni per rispondere al telefono; scrivere sms camminando ( «walking messaging) che è causa di numerosi incidenti; tenere suonerie troppo alte e per di più di cattivo gusto. ( Pochi giorni fà ne ho subita una di un neonato che piangeva) ; telefono a tutta suoneria a spettacoli ed eventi. Niente di peggio del telefonino del vicino che squilla a teatro o durante al concerto. Poi è assai carina la scenetta di quando sei in compagnia di qualcuno a cui squilla il cellulare. Il lui ti guarda e tra lo scocciato ed il rassegnato ti dice : " Il cellulare  " Come se il telefonino fosse un essere umano, avesse vita propria e portandogli più rispetto di una persona in carne ed ossa ,  aggunge la solita frase di rito: " Devo rispondere!!!". Tutto ciò mi sconcerta.


Per combattere queste cattive abitudini una campagna di educazione cittadina non guasterebbe.



giovedì 12 aprile 2012

CALDORO : IL TEMPOREGGIATORE

( Ma che fine hanno fatto i nostri generali?)




Tutti conoscono la storia di Quinto Fabio Massimo detto il temporeggiatore, che aveva fatto della tattica militare di logoramento il suo ardimento. A detta del "detrattore", Marco Minucio Rufo, vista la sua ignavia caratteriale oltre non sarebbe stato capace di andare. Come diceva G. Volpe : “ Il passato si mostra nel presente in una circolarità di vita perenne”, In questa caso il temporeggiatore si rincarna in Stefano Caldoro. Temporeggiare su tutte le decisioni importanti, meglio se riguardano le urgenze di Salerno città e provincia. Alle cronache di oggi due casi che richiedono interventi immediati il CSTP e l’Azienda San Leonardo. Ma la lista è lunghissima e la tattica di Caldoro è più che svelata . “Temporeggiare logorando e stremando l’avversario” per condurre Salerno nel baratro napoletano, al fine di giustificare che il suo fallimento politico è stato dovuto dalle condizioni insanabili,nelle quali era stata lasciata la regione  Campania. Se infatti da tale quadro di mobilità discendente si dovesse salvare, puta caso Salerno, si evidenzierebbe che un territorio può risorgere e migliorare , nonostante tutto contro ( tasse , tagli, crisi e cosìvia) perché la gestione e questione di uomini d’intelletto.

Ora, aldilà delle responsabilità dirette di Caldoro dal quale ci si poteva aspettare,in questo quadro di pochezza generale della politica simile condotta, ma che fine hanno fatto i consiglieri regionali ( in giunta, fuori giunta) - cioè i nostri generali - eletti dai salernitani e con obblighi morali verso il territorio???



mercoledì 11 aprile 2012

SENZA VERGOGNA



La fantasia delle persone colpite dalla crisi,  in questo periodo di gravissima recessione economica vuoi per  licenziamenti o per rivendicazioni salariali deve dare la stura al meglio di sé. I forestali salernitani sono saliti sui tetti , i comunali hanno risposto al taglio dello straordinario  con bandiere e trombe, i giovani contro la riforma della scuola con cori da stadio, fischietti e tamburi; i dipendenti ASL si sono incatenati e quelli  del San Leonardo sono saliti sui cornicioni, altri sono scesi in piazza con i forconi, poi con scope e palette, in mutande e, casi estremi cosparsi di benzina dandosi fuoco ( sul tipo bonzo tibetano). Queste manifestazioni dimostrano che la politica , in special  modo regionale campana ,  ha fallito. Ha fallito al punto di abdicare e benedire il  binomio Napolitano –Banchieri a livello nazionale e regionale a paventare un ribaltone nella giunta Caldoro. Ma i politici restano al proprio posto continuano a foraggiarsi, a gettonarsi e prebendarsi senza vergogna come se i responsabili di questo sfascio non fossero loro che hanno male amministrato  e mal scelto i manager pubblici, il tutto senza vergogna e tanto schifo.    

sabato 7 aprile 2012


SALERNO: UN RITORNO ALLE BUONE MANIERE

Non penso dipenda da un mio particolare stato d’animo, ma passeggiando nel centro di Salerno sono stato colpito dalla mania dell’essere scortese delle persone. Siamo passati dalla società della classe e dello stile a quella dei muscoli e della prepotenza. Il sindaco De Luca li etichetta sbrigativamente come cafoni, non sbagliando, il problema è che taluni salernitani non hanno più chiara la linea di demarcazione tra un comportamento da cafone e come soleva dirsi una volta “ da signore”. Quando eravamo giovanissimi, seppure non appartenevi ad una classe agiata, riuscivi ad entrare ed a sederti nei salotti c.d. buoni , abbattendo la barriera , il più delle volte fatta dai soldi, perché avevi modi e maniere , per l’appunto da signore; insomma ti comportavi  bene. Eri educato, sapevi stare  a tavola, cedevi il passo, non urlavi, il turpiloquio non ti apparteneva. E qualora  per una ragione o per un’altra, un modo di fare usciva dai canoni della cortesia si usavano espressioni tipo “ mamma che grezza che hai fatto” ; “ ne hai persi di punti comportandoti così”. Lo stile ed il saper vivere s’insegnava a tutti i livelli dalle c.d. classi meno agiate fino ai benestanti e le regole erano uguali sia per gli uni che per gli altri. Mi è capitato di far accendere una sigaretta ad una signorina che poi se ne andata senza ringraziare. Ho ceduto, all’ingresso di un negozio a via dei Principati, il passo ad una signora che neanché ha ringraziato. Non parliamo delle macchine quando attraversi che ti sfrecciano di fianco incuranti con brutte parole ed improperi. Ragazzine che per strada usano un linguaggio da taverna (di una volta). E finanche vigili che rimbrottano i cittadini  in doppia fila a circolare,  con sbrigativi “ iamm bell’e  votte  e mane”. Questi sono comportamenti che non possiamo, purtroppo,  sanzionare con un regolamento comunale ma che danno uno spaccato di una società che ha “PERSO LO STILE”( UNA CAMPAGNA PROMOZIONALE PATROCINATA DAL COMUNE NON GUASTEREBBE). La pena a comportamenti  cafoni  una volta era “ l’emarginazione” oggi mi sembra che gli emarginati siano coloro che lo stile non  lo hanno perso. Un ritorno alla cortesia non potrebbe che fare del bene alla nostra città ed al quotidiano vivere. Ai cafoni ricordiamo cosa significa essere “ cittadino”.        

venerdì 6 aprile 2012

ALLA FACCIA DELLA GUERRA ALLA SOSTA SELVAGGIA 

Titoloni dei giornali sulla sosta selvaggia a salerno i vigili di del capitano Eduardo Bruscaglin ieri hanno elevato 70 verbali e rimossi 29 veicoli. Le arterie stradali principalmente controllate sono state  , tra le altre , quelle della zona Carmine (via Vocca, Prudente C. Calenda, S. Giovanni Bosco, Manganario, M. Paglia. P.zza Filangieri, Pellecchia, Alemagna, P. De Granita ). Sarà pur vero però A via Giovanni Centola non c’è e si vede. Guardate alle 8.30 di stamane. Non sono proprio venuti a controllare; oppure non vengono perché c'è qualche selvaggio da  tutelare ?

 




martedì 3 aprile 2012

M O R T I



                                                                               ( I 32 soldati uccisi a via Rasella)
                                                                              
Ieri è morto a 90 anni Rosario Bentivegna, il partigiano dei Gap che prese parte all'azione di via Rasella il 23 Marzo 1944. Ma Bentivenga fu un eroe ?


Il 23 marzo 1944 alle ore 15 circa, nell'interno della città aperta di Roma, in pieno centro storico, in via Rasella, all'altezza di palazzo Tittoni, mentre passava un reparto di 156 uomini della 11a Compagnia del Reggimento "Bozen", comandato dal maggiore Helmut Dobbrick scoppiava una bomba a miccia ad alto potenziale collocata in un carrettino per la spazzatura urbana, confezionata con 18 chilogrammi di esplosivo frammisto a spezzoni di ferro. L’ esplosione causò la morte di trentadue militari tedeschi e di due civili italiani di cui un bambino di dieci anni. Prese parte all’azione Rosario Bentivegna che, travestito da spazzino, trasportò la bomba con la carretta ed altri tra cui la moglie Carla Capponi. Questo gruppo GAP dipendeva da Giorgio Amendola, Riccardo Bauer e Sandro Pertini (i due ultimi dichiararono di non essere stati preventivamente informati e che l'ordine venne dato da Amendola). Il Comando tedesco ordinò, per rappresaglia che per ogni tedesco ammazzato dieci comunisti-badogliani saranno fucilati. E cos’ fu.



Processo Kappler. Tribunale Militare di Roma, 20 luglio 1948. Momento drammatico di alta tensione in aula quando, nel corso dell'udienza, esce dal pubblico una voce straziante di donna che investe violentemente Rosario Bentivegna presente in aula in qualità di testimone: "Assassino, codardo! Ho la mia creatura alle Fosse Ardeatine, perché non ti sei presentato, vigliacco?". È un’invettiva che esce dal cuore lacerato di una madre. Scottante, crudele. Essa pone il problema morale della guerriglia e solleva un dubbio atroce: si poteva evitare la rappresaglia dei tedeschi? In altre parole, se i responsabili materiali dell'attentato si fossero presentati, il Comando tedesco avrebbe ugualmente deciso la rappresaglia?

Il presidente del Tribunale, gen. Euclide Fantoni, pone la domanda a uno dei protagonisti presenti, Rosario Bentivegna, appunto. Il teste risponde che la presentazione degli attentatori non fu esplicitamente richiesta dai tedeschi. “Se ci fosse stata - afferma - mi sarei presentato". E aggiunge: "la colonna tedesca costituiva un obiettivo militare. Facevano rastrellamenti e operavano arresti. Erano soldati. Ho avuto l'ordine di attaccarli e li ho attaccati". ( Invece, poi si saprà che il reparto di 156 militari preso di mira dai "gappisti" romani non era di truppe combattenti, ma era formato da riservisti altoatesini che non operavano rastrellamenti e arresti ma erano destinati a compiti di ordine pubblico, compatibili con le norme che regolavano il funzionamento della città aperta di Roma). "No, - ribatte Kappler - l’eccidio avrebbe potuto essere evitato se si fosse presentato l'attentatore o se fosse venuta un'offerta della popolazione. D’altra parte, da mesi erano affissi manifesti per gli attentati con l'indicazione della rappresaglia da uno a dieci". "No, - dice l'accusa - i manifesti di cui parla l'imputato Kappler erano stati affissi due mesi prima e lasciati esposti per soli due giorni". Ma Domenico Anzaldi di Roma, testimoniò tempo dopo che la sera dell'attentato di via Rasella è stato affisso sui muri di Roma, e io l'ho letto, un manifesto preannunciante che il Comando tedesco avrebbe fatto uccidere dieci «comunisti badogliani» per ogni militare tedesco morto" .

Ma due avvenimenti tragicamente analoghi a quello di via Rasella, al contrario di quello sublimati dall'olocausto di quattro innocenti, mettono in una luce che se Bentivenga si fosse consegnato non vi sarebbe stata la rappresaglia. Quello di Palidoro, in provincia di Roma, avvenuto nel settembre 1943 eroe Salvo d'Acquisto ed Fiesole tre carabinieri della locale stazione - Vittorio Marandola, Alberto La Rocca e Fulvio Sbarretti - per salvare le vite di dieci innocenti ostaggi si presentarono ai nazisti che li fucilarono immediatamente contro un muro dell'albergo Aurora; medaglie d'oro al valor militare. Secondo il diritto internazionale (art. I della Convenzione dell'Aia del 1907), l’attentato di via Rasella fu un fatto illegittimo. Chi invece considerò l'imboscata di via Rasella "un'azione legittima di guerra" fu la Magistratura ordinaria, che con sentenza della Corte di Cassazione dell' 11 maggio 1957 non accolse le richieste di risarcimento avanzate dai parenti delle vittime, già respinte dal Tribunale e dalla Corte d'Appello civili di Roma, e sentenziò definitivamente che ogni attacco contro i tedeschi costituiva un “atto di guerra".

(Tratto da L'IMBOSCATA DI VIA RASELLA Ma questa era guerra? di Ivaldo Giaquinto).






sabato 31 marzo 2012


COMUNICATO A TUTTI I CITTADINI

 I politici ed i figli della politica  responsabili del disastro che stiamo  vivendo finiranno di distruggere l’Italia, dimettendosi e scomparendo dalla circolazione ritornando a fare tutti il proprio mestiere ( ammesso che ne abbiano uno). La data è concordata :  1° aprile .

mercoledì 28 marzo 2012

TRASFERIMENTI INFERMIERI ALL’ASL : RIDIAMO O PIANGIAMO???




E’ notizia dal clamore soffuso, che all’ASL di Salerno ed alla Azienda San Leonardo 44 dipendenti di ruolo dell’area sanitaria stanno vivendo ore di ansia e sconcerto. Questa la vicenda. Premesso che l’ASL di Salerno e il Sam Leonardo sono due entità giuridiche diverse, per cui diversi infermieri in servizio al San Leonado e plessi annessi ( Cava,Da procida,Mercato San Severino) ,a fronte di una richiesta di personale dal parte dell’ASL di Salerno, hanno presentano domanda per essere lì trasferiti. L’ASL di Salerno ha accettato le richieste ad accogliere i “ leonardini” presso i propri ospedali. Il trasferimento degli infermieri rinforzerebbe l’ASL di Bortoletti , ma indebolirebbe l’Azienda San Leonardo, al punto da dover costringere il suo DG a chiudere reparti , se non ospedali. Insomma la vecchia storia della coperta troppo corta. Dopo le proteste di Bianchi , i trasferimenti vengono sospesi dall’ASL del subcommissario Caropreso ( Bortoletti era a mandato scaduto). Poi è ritornato Bortoletti che ha annullato la deliberazione di sospensione della Caropreso e riavviato la procedura di raccoglimento dei leonardini. Altre proteste di Bianchi e così, è intervenuta la Regione Campania che resasi conto che la situazione era da codice rosso, con piglio autoritario ha emanato un decreto che di fatto bloccava tutti i trasferimenti. A quel punto l’ASL invia dei telegrammi e dice “ Ragazzi purtroppo abbiamo scherzato; come non detto” . E gli infermieri non vengono più. Però leggi e rileggi il decreto regionale e c’è uno spiraglio: “… i dipendenti che voglio andare via dalla propria azienda ed hanno il lasciapassare, per intenderci una autorizzazione rilasciata dal San Leonardo, possono passare con l’ASL ed andar via. Senza perderci nei meandri delle norme nazionali e contrattuali ( preavviso, tacito assenso etc…) tra ieri e l’altro ieri è arrivata una lettera dell’ASL di Salerno che dice a 44 richiedenti il trasferimento voi con il nulla-osta prendete servizio e diventate aslini . A quel punto i 44, sono con la valigia sul letto , ma arriva un telegramma dal San Leonardo, che in buona sostanza gli dice: “ Bortoletti può scrivere quello che vuole ma se vi muovete dal San Leonardo sarete licenziati, se non peggio!!!” Senza parlare, poi, dei restanti 100 che hanno presentato domanda e si reputano discriminati - ed hanno già chiamato l’avvocato-. Poi ieri pomeriggio incontro in V^ commissione dove per adesso si congela tutta la procedura ed i leonardini devono disfare le valige. Insomma incertezza tout-court.

E con loro anche noi siamo incerti, vista tutta vicenda come è andata : CHE FACCIAMO RIDIAMO O PIANGIAMO???

venerdì 23 marzo 2012


DE LUCA E LA GUERRA AI CAFONI: IMPEGNAMOCI 



             La guerra ai cafoni annunciata dal Sindaco di Salerno è da condividere e sostenere. E’ noto che la politica dei divieti assume i caratteri demagogici quando: posto il divieto per esso vi è solo una sanzione figurativa e non un meccanismo efficiente di controllo e repressione. Il Sindaco, pur mobilitando tutte le risorse umane disponibili in questa battaglia di civiltà,  non può raggiungere l’obbiettivo senza che i cittadini educati e rispettosi lo aiutino . Dobbiamo impegnarci perché i  veramente salernitani che hanno a  cuore le sorti della propria città la difendano e proteggano da quelli che un tempo abbiamo chiamato “ GLI ORCHI”. Però , è altrettanto necessario che i vigili urbani deputati al controllo recepiscano il sostegno della cittadinanza che dovrebbe segnalare, denunciare, fotografare e filmare le inciviltà. E’ ai controllori - che dobbiamo essere anche noi - a cui rivolgere il primo appello alla mobilitazione, acché  siano parte, anzi primi attori di una rivoluzione che il Sindaco stà proponendo ai SALERNITANI. La cafonaggine non si assume per nascita essa è alimentata dalla mancanza di repressione che induce il cafone a ritenere che il suo comportamento è legittimo per consuetudine, visto che mai  nessuno lo ha censurato. Un esempio storico è di memoria fascista. Forse non tutti sanno che Mussolini imposte il divieto di fumo nei cinema e tale divieto fu puntualmente disatteso perché nessuna azione repressiva venne posta in essere dalla polizia di regime. Uno statista ( o forse stragista) W.C. ebbe a dire: “Se due persone fumano sotto il cartello "divieto di fumare" gli fai la multa, se venti persone fumano sotto il cartello "divieto di fumare" chiedi loro di spostarsi, se duecento persone fumano sotto il cartello "divieto di fumare" togli il cartello”. Combattiamo questo pericolo.

giovedì 22 marzo 2012



SELVAGGI PER CONSUETUDINE




Perché via Giovanni Centola sfugge alla campagna di “repressione” di sosta selvaggia?. Eppure vi sono vigili urbani che presidiano, a questo punto dobbiamo pensare, immobili all’incrocio della discesa di via Pio XI. Da lì arrivare a via Centola non è certo una scarpinata. Il problema è che seppure venissero e sono venuti 2 giorni fa, immediatamente dopo, riarrivano i selvaggi e riparcheggiano sul marciapiede, questo perché si è consolidata nell’incivile automobilista la convinzione che si può sostare nella stradina impunemente, per consuetudine – comportamento che mai sanzionato nel tempo ha indotto l’indisciplinato a ritenere legittimo parcheggiare sul marciapiede - . Forse il caso di pensare a soluzioni tipo : telecamere o dissuasori ???

Per intanto la sosta selvaggia continua. Guardatevi le foto.

martedì 20 marzo 2012

La droga chiamata progresso


La questione del Tav, che ha visto migliaia di persone manifestare in 50 città oltre che in valle, travalica la Val di Susa e il legittimo interesse dei suoi abitanti a non veder sconciato il proprio territorio, l'ambientalismo, l'amianto, le compensazioni, le economie o le diseconomie che, a seconda dei punti di vista, il traforo comporterebbe. I No-Tav (fatta la tara dei vandali), come ha capito benissimo il ministro Corrado Clini, “sono contrari allo Sviluppo, la loro è una battaglia ideologica”. Ma non meno ideologica è la posizione di chi (fatta anche qui la tara sulle speculazioni e le mazzette) sostiene che il Tav è necessario alla crescita e allo Sviluppo.

“Il Progresso non ha partorito l'uomo migliore, una società migliore e comincia a essere una minaccia per il genere umano”. Chi l'ha detto? Un valligiano, un “Aska”, un anarco-insurrezionalista? Lo ha detto Papa Ratzinger quando era ancora cardinale. Probabilmente Ratzinger si riferiva soprattutto alla decadenza etica (anche se l'ultima parte della frase adombra la catastrofe ambientale) che a noi qui non interessa perché siamo persuasi che dal punto di vista morale l'uomo non è mai cambiato.

La conoscenza infatti è cumulativa, il senso etico no. Io ne so sicuramente di più di mio padre e di mio nonno, ma non sono necessariamente migliore, dal punto di vista etico, di mio padre o di mio nonno. Quello che per me conta è il rapporto fra lo Sviluppo e la qualità della vita.

Perché, oltre al traforo della Val di Susa, dobbiamo costruire altre 300 fra grandi e piccole opere?

“Perché la nostra Penisola –come si è espresso Monti –non si distacchi lentamente dall'Europa”. Insomma, per rimanere competitivi. Ma lo stesso devono fare, se vogliono sopravvivere, non solo gli altri Paesi europei ma tutti quelli che sono entrati nel modello di sviluppo occidentale.

La “Ricchezza delle Nazioni”, inzuppate di infrastrutture, aumenta, ma ciò passa sul massacro delle popolazioni che, oltre a veder sconciato il proprio ambiente, devono lavorare di più, guadagnare di meno e in larghi strati impoverirsi. Facciamo solo un piccolo esempio. Fino a 50 anni fa, in Italia, in famiglia lavorava uno solo e bastava, ora devono farlo tutti e due e spesso non è sufficiente. Tutte queste geremiadi sulle donne che non hanno lavoro sono in funzione del sistema, non delle donne. Molte che non lo hanno certo lo vorrebbero, ma forse molte di più che preferirebbero farne a meno, per stare accanto ai figli, sono costrette a trovarselo. Per uscire da questa fourchette ci vorrebbe un accordo mondiale per abbassare i livelli della competizione invece di alzarne continuamente l'asticella. Ma questo le leadership non lo capiscono o fanno finta di non capirlo. Noi non abbiamo bisogno di andare sempre più veloci, ma di vivere meglio. E su questo piano l'attuale modello di sviluppo, nato con la Rivoluzione industriale, ha fatto degli sfracelli.

Diamo alcuni, semplici, dati. Nel 1650, in Europa, i suicidi erano il 2,6 per 100mila abitanti. Nel 1850, un secolo dopo il “take off” industriale, erano il 6,9 (triplicati), oggi sono il 20 per 100 mila abitanti (decuplicati). E naturalmente il suicidio è solo la punta dell'iceberg di un disagio esistenziale infinitamente più diffuso e tanto più lo è proprio nei Paesi di maggiore “benessere ”.

L'alcolismo di massa nasce con la Rivoluzione industriale.

Nevrosi e depressione sono malattie della Modernità, all'inizio colpirono i ceti benestanti, la borghesia (Freud insegna), oggi riguardano tutte le fasce della popolazione. Negli Stati Uniti, Paese di punta del modello, 566 americani su mille fanno uso abituale di psicofarmaci, cioè un abitante su due non sta bene nella propria pelle. La costante estensione dell'uso della droga è sotto gli occhi di tutti.

E cosa vogliono fare le leadership mondiali su di noi, cavalli già abbondantemente dopati e con la schiuma alla bocca?

Drogarci ancora di più, farci andare ancora più veloci, cementificarci ulteriormente, costringerci a lavorare come asini al basto, incrementando la nevrosi e la depressione per poi riempirci di medicina tecnologica per reggere lo stress ed essere all'altezza della competizione divenuta globale. E tutto questo, quando in buona fede, per inseguire il Mito dello Sviluppo, per non rinunciare alla Fata Morgana delle “sorti meravigliose e progressive” che appartengono sia alla cultura della destra che della sinistra.

Tutto ciò ha un senso? Un senso umano, dico?

Ma verrà un giorno, vicino, in cui l'ultimo capello farà crollare il cammello. E allora non saranno più quattro valligiani o degli anarchici spelacchiati, ma le folle deluse, frustrate ed esasperate, di ogni mondo, a rovesciare il tavolo, avendo compreso, alla fine, che, per parafrasare Goethe, lo spirito faustiano, lo spirito dell'Occidente, opera eternamente il Bene ma realizza eternamente il Male.

Massimo Fini
Il Fatto Quotidiano, martedì 6 marzo 2012

domenica 18 marzo 2012


SALERNO CIVILE- SALERNO INCIVILE


Il progetto genitori in libertà è iniziativa lodevole che consente di annoverare Salerno tra città di livello pari a Bologna e Parma. Sindaco stiamo facendo Salerno, poi resta il difficile: FARE I SALERNITANI. Date un'occhiata alle foto precedenti sul parcheggio selvaggio a via Giovanni Centola , questa compresa. Non vi è dubbio che bisogna lavorare ancora molto, per fare taluni salernitani.


( ore 19.45 del 17 marzo 2012)

sabato 17 marzo 2012

VIA GIOVANNI CENTOLAAAAAAA



Una eco che si perde tra i palazzi!! Operazione sosta selvaggia???? Ore 9.27 del 17 marzo a.d.

SALERNO: AAA CERCASI FESSI DISPOSTI A PAGARE LA MALAPOLITICA


 La Corte dei Conti , diceva il Maestro :“ E’ una ragnatela che acchiappa le mosche , ma fa scappare gli elefanti”. La Corte contabile ci ricorda che le società partecipate e le pubbliche amministrazioni hanno dato corso a spese moltiplicate con assunzioni di personale senza criteri. Diamine che analisi innovativa ( sarebbe meglio chiamarla la Corte dei , “  Conti – con o chiusa- ” visto l’aplomb. Ma cosa fa per combattere gli sprechi???). A Salerno c’è il caso CSTP alle prese con la gestione degli esuberi di personale ed i licenziamenti. Poi Salerno Sistemi con i tagli su costi, stipendi e voci accessorie,  incentivi al pensionamento per salvare i posti di lavoro. Futuro incerto per lo scalo dell’aeroporto di Pontecagnano e così anche o per i precari nell’ASL di Salerno ( nella quale il Colonnello  accetta la coesistenza di incarichi dirigenziali esterni od a pagare migliaia di euro a personale interno con particolari capacità mai dimostrate). La politica per tornaconto elettorale ci ha dato dentro nell’assumere personale( senza neppure un concorso , ma per semplice cooptazione). Poi la politica si accorge che i fondi sono pochi e chiede al personale di ruolo dei sacrifici per continuare a mantenere i livelli occupazionali che ha creato in modo scellerato. Il personale, diciamo a concorso, si ribella e ribalta il problema dichiarandosi non disposto a fare sacrifici per i “figliocci” della politica. Ed è guerra tra lavoratori precari e di ruolo- come dire guerra tra poveri -. Come sempre i politici non hanno il coraggio di ammettere che il familismo amorale non paga, così come loro non pagano di tasca propria, per gli abusi commessi,  grazie alla ragnatela-Corte dei Conti. Ma state sicuri questi politici qualche limone da spremere lo trovano sempre. 

venerdì 16 marzo 2012

15 MARZO ORE 19.15 SEMPRE VIA CENTOLA


 OPERAZIONE PORCHEGGIO. COME PORCHERIA


 OPERAZIONE TUTELA PARCHEGGIO SELVAGGIO



MA I VIGILI URBANI  QUALE OPERAZIONE SOSTA SELVAGGIA STANNO FACENDO???. QUESTA E' VIA GIOVANNI CENTOLA NEL CENTRO DI SALERNO

lunedì 12 marzo 2012

PER LA FESTA DELLE DONNE A MODO MIO 



Una donna sta passeggiando in un bosco ,quando si imbatte in un'antica lampada ad olio. La strofinarla e appare il Genio: "Posso esprimere tre desideri?" - chiede la donna. " Una volta forse ma ora è tutto cambiato - dice il genio- a causa della recessione, della globalizzazione, dell'inflazione, di tutte le altre menate mondiali. Posso offrirti un solo desiderio . La donna allora prende una cartina geografica e dice: "In tal caso, vorrei la pace in Medio Oriente. Vorrei che questi Paesi la smettessero di farsi la guerra! Dai un’occhiata a questa cartina. Il Genio butta un occhio alla cartina e sbotta: "Ma accidenti, questi paesi sono in guerra da tempi lontanissimi! Non credo di poterci fare niente, sono potente ma non così tanto! Assolutamente niente da fare. Non pensarci neppure. Dai, chiedimi qualche altra cosa ". La donna ci pensa un po', e dice "Non sono mai riuscita a trovare l'uomo giusto: un uomo sensibile e affettuoso, colto e intelligente, che mi faccia ridere, che mi rispetti, che sappia capirmi e sostenermi, un amante premuroso che mi riempia di complimenti, e mi faccia sentire desiderata, e non passi tutto il tempo a guardare il calcio in tv, ma mi porti ogni giorno la colazione a letto e non mi tradisca... "

E il Genio sospirando.... “damme qua, famme un po' rivedè stà cazzo de cartina....... “

venerdì 9 marzo 2012


IL DISCORSO SUL  BIVACCO



Non voglio scrivere del primo discorso di Benito Mussoli come Presidente del Consiglio ( anche perché era il discorso del bivacco) ma voglio mostrarvi come i salernitani trovano, e molti lasciano,  la loro città la domenica mattina sul lungomare e nella zona porto. L’inciviltà ha toccato livelli preoccupanti e la crisi economica  non aiuta di certo. Molti scelgono il lungomare quale ristorante all’aperto e non hanno neppure l’accortezza di lasciare pulita la zona e le panchine utilizzate. Veri e propri bivacchi di lavoratori stranieri sul molo e sul lungomare con piatti, bicchieri, coltelli forchette e pentolini  e giovani che la sera bevono e mangiano lasciando plastica , vetro e cartacce ovunque. I controlli per fermare i bivacchi  e la pulizia dove gli orchi hanno sporcato sono inesistenti. Non è uno spettacolo degno  di una città che si candida a livelli europei. COMPLIMENTI  A QUESTI CITTADINI, A QUESTI STRANIERI CHE GENTILMENTE OSPITIAMO  ED AI COMUNALI ADDETTI.   

giovedì 8 marzo 2012


ALLA FACCIA DELL'OPERAZIONE SOSTA SELVAGGIA!!!



I giornali del 7 ed 8 marzo  hanno riempito colonne sull'operazione sosta selvaggia al Carmine. Guardate le foto sopra,  l'operazione non sembra affatto riuscita a Via Giovanni Centola. Nessun carro attrezzi, nessun vigile, come al solito del resto. Ma a via Centola  il marciapiede è un'area riservata di parcheggio auto. Ma vuoi vedere che anche in via Centola ci sono gli intoccabili?
ERETICI E NON CONFORMI


Dopo l’ assassinio del MSI-DN un’infinità di partiti sono nati per perpetuare il progetto originario e non cancellare decenni di lotta e la memoria di giovani morti ammazzati per  difendere l’IDEA. AN, Fiamma Tricolore, Lista Mussolini, Lista tricolore, un’ infinità di liste civiche  e, poi  l’ultimo nato La Destra di Storace. Per quest’ultima neoformazione in Campania, dove  è presente ( o non-presente) il consigliere regionale Carlo Aveta unico eletto.  Proprio dalla formazione campana vi è stata la fuori uscita di diversi dirigenti, ben 18 e la Destra di Storace è decapitata proprio di coloro che l’avevano fatta nascere e crescere. Io non credo sia un motivo di quadri, organizzazione e tant’altro, il punto stà  nell’impossibilità di veder riproporre un modello di movimento , seppure riveduto e corretto, che non potrà mai più esserci e nel quale , soprattutto quelli della Destra Sociale,  non avranno mai più l’opportunità di una rappresentanza partitica. Di ciò è necessario convincersi.   Eppure oggi, in una società onnivora,  dove il forte diventa sempre più forte ed il debole è schiacciato, ci sarebbe bisogno di lotte sociali e di un impegno militante.   Ma per quello che è stato non è possibile ritrovare o proporre tali progetti partitici in Italia. Ed allora qualcuno ha detto  : “ Coltiviamo le anime” non rendiamole aride continuiamo a leggere ed a studiare i nostri autori , i nostri maestri, i nostri testi e  diffondiamone  le idee. In un sistema disgregato, o aggregato per macrolobby,  dobbiamo utilizzare ogni mezzo , ogni struttura, ogni istituzione, infiltriando  e diffondendo la nostra IDEA di vita. I partiti sono gabbie per le menti libere.  Ma se in una  ed in una sola battaglia da chiunque sostenuta “ appare l’IDEA in frammenti meritevoli”  sosteniamola anche in modo non conforme per far sì che essa prevalga. Nessuno è nostro avversario se non chi vuole la morte dell'IDEA e con la morte si può giocare a scacchi. 

domenica 4 marzo 2012


De Luca – Via Centola e la Corte dei Conti.
PIU' MARCIAPIEDE E MENO GADGET














 I cittadini di via Giovanni Centola ( perpendicolare di via Pio XI ) hanno perso , tra i vari diritti, quello all’uso del marciapiede. Gli appelli a De Luca sono rimasti inascoltati e l’incolumità degli abitanti del quartiere, obbligati a camminare in mezzo alla strada, è sempre in pericolo. Ciò posto, vista la negligenza e la strafottenza delle autorità comunali che è un oltraggio al vivere civile ,stò meditando su una soluzione alternativa: e se denunciassimo il sindaco di Salerno alla Procura regionale della Corte dei Conti-  via Fuorigrotta ex caserma Caracciolo Napoli - per danni all’erario. Pensateci. In via Centola parcheggiano abusivamente dalle 10 auto al giorno. La multa per parcheggio su marciapiede è di €. 74,00 moltiplicato per 365 giorni , ( visto che i vigili in zona non vengono quasi mai) costituisce un minor incasso per il Comune di €. 270.100,00 all’anno. Poi stiamo denunciando tale abuso da almeno 3 anni. Forse è il caso che iniziamo a pensare a soluzioni draconiane,  per lo meno il danno che subiamo ogni giorno lo compensiamo rimpinguando le casse del Comune, seppure con la grana del Sindaco De Luca.