venerdì 14 ottobre 2011


CINEMA SALERNO – 15 : ARRIVA TINTIN E ....DEGRELLE


Il 28 ottobre a Salerno arrivano le avventure di Tintin: il segreto dell'unicorno. Dietro il reporter Tintin ,creato da Hergé, aleggia la figura del suo discusso amico a cui si è ispirato: Léon Degrelle,. E’ chiaro che è scomodo pensare di idealizzare l’ unico non tedesco decorato con foglie di quercia da Hitler ; che da soldato semplice arriva, per solo coraggio , al grado di generale della Divisione“Vallonie”, fondatore del partito dei rexisti. Però voler nascondere nell’epoca di internet che Hergé si ispirò a Degrelle oggi non ha più senso. Dopo aver letto Militia non può non nutrirsi una misurata ammirazione per chi restò immutabile nelle sue idee, con cui si può essere in disaccordo ,ma non negare la fermezza e caparbietà con le quali le difese. Chissà , vivi entrambi cosa avrebbero pensato del film in 3D e della società liquida in cui viviamo ,( che forse Degrelle avrebbe definito “ umida” ).

lunedì 10 ottobre 2011

   INVITO AGLI 11.000 : S C R I V E T E 




Ho ricevuto diverse  mail con le quali  mi segnalano che : “ scrivo riflessioni troppo lunghe”. Sono andato a rileggere dagli albori del blog, ebbene avete ragione, anche se ultimamente ho diminuito le battute ( da ora cercherò di tenermi sulle 800 battute). Mi hanno chiesto più foto e video su Salerno perché " sono troppo poche". Effettivamente più che poche, direi non molte , se mi aiutate miglioreremo anche in questo. Pertanto, visto il numero delle visite  ho preso la decisione di aprire il blog all’esterno, per vedere cosa succede. Inviate materiale su Salerno lo pubblicherò e cercheremo di trasformare un “ blog di autocoscienza ” in un “ blog di coscienza partecipativa”. L’indirizzo dove potete inviare il materiale da far pubblicare (se volete a firma Regno di Moria ) è : salerninani@virgilio.it     
La ASL ed il Comune di Salerno :  ED IO PAGO!!!.

Non hanno niente in comune il Sindaco di Salerno De Luca ed il Colonnello Bortoletti, commissario dell’ASL di Salerno . Il primo è tale perché voluto dal popolo; il secondo dalla politica napoletana ; il primo è un decisionista che riforma; il secondo, vuoi perché , come si dice “ ha il ghiaccio in tasca” è in partenza a dicembre , non apre fronti per battaglie che scatenerebbero grosse polemiche; secondo categorie politiche il sindaco sarebbe di sinistra; il colonnello di destra ; De Luca è un civile con fare militare; Bortoletti un militare con fare civile; il I° cittadino è un meridionalista-riformista, il Commissario un “ Piemontese”. Ma se guardate queste foto ho trovato un fattore comune



La prima è dell’ASL sede centrale di via Nizza locali chiusi  domenica ore 19.05- 3° piano finestra in alto a sinistra -  luce accesa = spreco di energia elettrica. La seconda ore 9.30 via Mobilio illuminazione pubblica attiva  ore 9.30 = spreco di energia elettrica.

E’ il caso di dire: ED IO PAGO!!!

venerdì 7 ottobre 2011

Vie di Salerno:  GLI EROI DI GIARABUB

Trovo assai simpatico girare per la città e scoprire, nella toponomastica salernitana  a chi il nostro Comune decide di intitolare le proprie strade. A tal proposito scrivemmo del curioso caso di Sabato Visco , firmatario del manifesto della razza durante il periodo fascista e riabilitato dai repubblicani a cui è dedicata una strada in zona San Leonardo. Invece pochi giorni fa ho scoperto,  parlando con un mio amico, l’avv. Vincenzo Buongiorno, che a suo zio Gennaro ed altri cinque commilitoni sono state dedicate alcune strade di Salerno,  appunto via Gennaro Buongiorno. Loro erano tra gli eroi caduti a Giarabub. ( Africa. Sperduta oasi della bassa Cirenaica). L’argomento è tornato di grande attualità con l’ultimo libro di Arrigo Petacco “ quelli che dissero no” sui campi di prigionia dei militari italiani prima e dopo i badogliani , ove , in uno di questi era POW  proprio il Colonnello Castagna. Cosa accadde a Giarabub è cosa nota. Dei coraggiosi soldati  - chiamati dagli inglesi  i Mussolini's boys - resistettero a tanti inglesi per tanto tempo. C’è chi dice che l’episodio fu montato dalla propaganda fascista  ( film, canzoni libri, articoli giornalistici  finanche di Gianni Brera) ; c’è chi dice che  fu un vero atto di eroismo – e sono convinto che così fu (  Castagna raduna i superstiti di quella impari lotta e chiede a ciascuno dei militari di pronunciarsi  sulla scelta tra la vita e la morte: «Volete arrendervi?» La risposta fu unanime e decisa: «No». E nello stesso momento in cui quei ragazzi entrano nella leggenda, compiono un gesto emblematico: danno alle fiamme i loro fazzoletti bianchi). Omaggiare gli eroi è dovere delle Istituzioni e quelle di Salerno , allora, si dimostrarono sensibili. Titolare una strada, una piazza od altro significa, seppure in modo , per così dire "automatico" far conservare e rinnovare nella memoria dei posteri il loro ricordo.

lunedì 3 ottobre 2011

CAMMAROTA, CIRIELLI ED I SALTIMBANCHI


Oggi l’oligarchia politica s’indigna e denuncia la legge elettorale “ truffa” che ha in se, un difetto di rappresentanza democratica, ed invita ad una mobilitazione per abrogarla . Che facce toste - ( meglio facce da culo, scusate ma quando ci vuole) - se si pensa che tutti direttamente o indirettamente hanno esercitato il potere di “ nominare “ chi ritenevano più opportuno spianando carriere a dei deficienti, premiati per la capacità di leccare scarpe e portare borse. L’argomento è assai attuale a Salerno ed oggetto di polemica nel PDL tra Cammarota e Cirielli, dove l’avv. ricorda all’on. di aver “ (..) fondato sulla logica della nomina dall’alto tutta la sua azione politica” elencando una sequela di azioni tutte da razzolatore malfidato. Il Presidente congeda con determinazione Cammarota evidenziando che  " in un partito così grande come il PDL c’è chi va e c’è chi viene”. E' questo il problema. Non mi stancherò di sottolineare che il circo di taluna politica ha bisogno dei saltimbanchi  che artisti in acrobazie piroettano da un opartito all'altro , da una idea al suo giustapposto. E’ il "deprezzo" del consenso per l’eserciare il potere. Ed è possibile che l’avv. Cammarota se ne accorga solo adesso o che solo adesso s’indigni ? E l’avv. non ha partecipato a riunioni di nomine dall’alto partecipando alle presentazioni con applausi e dispensando strette di mano alle d’incoronazioni od ai nuovi entrati-saltimbanchi? Ammantarsi di un’aura di difensore delle libertà democratiche dopo che ci si era seduti a banchettare alla tavola del re è quanto meno di cattivo gusto. Redento l’avvocato ritorni ad essere quello che è stato, ed in parte rinnegato, proprio per esercitare e partecipare al potere, allora sì che le sue reprimende sarebbero più credibili. Un mea culpa non guasterebbe.

giovedì 29 settembre 2011


LA REGIONE CAMPANIA ED IL SACRIFICIO DI ISACCO



Se la regione campania volesse trovare il nemico delle sue incapacità,  basterebbe  guardarsi allo specchio. De Luca questo lo ricorda sempre ed ha anche trovato alleato De Magistris. Il presidente  Cirelli propone la costituzione di un Principato,  rafforzando l’esigenza separatista. Il modo di gestione le risorse regionali  è assolutamente scriteriato. Nessuna politica di contenimento dei costi o di riparazione ai danni è stata fatta, consolidando l’idea che il bassolinismo tanto male non aveva gestito. Molti proclami e denunce ma nessun piano organico di sviluppo e tagli agli sprechi. Con l’aggravante che i regionali non assegnano neppure  le poche risorse disponibili  secondo criteri meritocratici, cioè a favore delle province VIRTUOSE  ( Salerno sicuramente ) ,  vanificando i processi di sviluppo iniziati,  nonostante tutte le difficoltà,  e chiedendo maggiori sacrifici proprio a chi sta lavorando bene. La regione ha l’obbligo di valorizzare le comunità che rispondono agli appelli di cogestione civile del territorio perché sono l’esempio dell’efficacia, dell’efficienza e dell’economicità ed  il monito per quei territori immobili e spreconi che  si adagiano sperando ancora nella Regione-Provvidenza. L’effetto contrario appiattisce tutti verso la catastrofe.  Mi ricorda il sacrificio  di Isacco con la differenza che la regione-Abramo è a tanto così da tagliare la gola a Isacco-Salerno. Mentre nella genesi il sacrificio di Isacco era solo una prova per valutare la fedeltà del patriarca , per la Regione Campania  è diventata una missione quella di uccidere le eccellenze.



venerdì 23 settembre 2011

SANITA’ A SALERNO: AAA  CERCASI VERITA’.




Collegandosi al sito dell’ASL, il Commissario Bortoletti ha fatto pubblicare , da self-man congratulation ( atteggiamento che non condividiamo per l’affermazione del concetto d’impersonalità attiva) un articolo di Panorama-Economy nel quale si apprezza il lavoro del manager che ha risanato il bilancio dell’ASL pagando i fornitori e tagliando gli sprechi. Poi sempre il 23 di questo mese leggi sui quotidiani locali che Bortoletti ha distrutto la rete emergenziale del 118 e non pagando i radiologi in convenzione con il san Leonardo i cittadini non avranno più la radiologia. Ieri il polo oncologico di Pagani , fiore all’occhiello della gestione Bortoletti, nel mirino. La CGIL ne denuncia lati oscuri e attraverso i quotidiani e si annuncia l’apertura di un fascicolo della Procura di Nocera Inferiore. Gira una lettera aperta negli ambienti ASL a firma CISL che evidenzia una serie di sprechi che Bortoletti pur conoscendoli non ha posto in essere alcuna azione per modificare situazioni di consolidati privilegi. La Federazione sindacati indipendenti - o.s. autonoma in sanità – qualifica il management di Bortoletti “ incapace di governare i processi di trasformazione della sanità in merito a dotazioni organiche e fabbisogno di personale”.Il modulo narrativo di questa vicenda è assai semplice: lo specchio, il mascheramento, l’illusione visiva. A chi credere? Aulo Gellio diceva :” Veritas filia temporis (La verità è figlia del tempo), speriamo di scoprirla presto,senza che qualcuno ci lasci la pelle.

lunedì 19 settembre 2011

Salerno: Maride Sorrentino, la Terenzia della CGIL

Non è la casa che deve conferir decoro al padrone, ma il padrone alla casa (Cicerone, Retorica, De Officiis Liber Primus v. 139)





La sig.ra Maride Sorrentino è una lavoratrice precaria che lamenta uno sfruttamento  da parte della Cgil -salernitana  da almeno due anni. Se sono “scemarie”, come dice il segretario regionale Tavella, sarà il giudice del lavoro a deciderlo , di certo la Camusso , presente a Vietri a ritirare il premio per essersi distinta nella battaglia a favore dei lavoratori, rispetto all' accaduto era imbarazzatissima. La tristezza  cara Maride, è che se i fatti sono veri non scandalizzano più nessuno, ma accrescono solo quel senso di disistima verso tutta la classe politico-sindacale che è consolidato nella mente del POPOLO. Farebbero comodo le eccezioni per trasmettere una speranza, ma essa si affievolisce di giorno in giorno, consolidando il predicare bene e razzolare malissimo. Il caso Sorrentino Vs. casa CGIL mi ha ricordato Cicerone che raccomandava morigeratezza e parsimonia e possedeva ville ad Arpino, Pompei , Pozzuoli, oltre a due tenute agricole a Formia ed a Tuscolo, nonché un palazzo sul Palatino di 3.500.000 sesterzi, dove dimorava piacevolmente, solo senza la moglie Terenzia che era nota per avvelenargli la vita. Altrettanto sarà successo alla Camusso a Salerno per la nostra Maride.


IL SAN MATTEO SCOMPARSO




TAFURI CLEMENTE nato a Salerno il 18 agosto 1903, morto a Genova- Pegli l'11 dicembre 1971. Ciò basta. Per il resto il Maestro è noto dentro e fuori dal Golfo. Forse una storia meno conosciuta è quella  - riportata dal C.d.M. -  che riguardava il San Matteo Etiope. Commissionato dal Municipio salernitano e benedetto dalla Diocesi il Tafuri realizza di San Matteo per i coloni in Africa (6 metri x 4) e viene donato alla popolazione di Addis Abeba,con annessa cerimonia di consacrazione nel Duomo di Salerno. Simpatico è l’aneddoto tra Mussolini e Balbo. Il Duce a cospetto della tela esclama “ «meraviglioso!». E a nulla servirono le parole di Balbo - «Duce, ma l’autore ha sempre rifiutato la tessera del fascio…» - la replica fu «me ne frego, è senza dubbio il quadro più bello»”. E poi la partenza con un corteo che accompagnerà il dipinto , attraversando le strade cittadine fino al porto, per l’imbarco alla volta del nero continente. Il San Matteo etiope non venne mai esposto con la scusante che era necessaria una chiesa capace di contenerlo. (Mah?). Chissà ora dov’è questa tela?

venerdì 16 settembre 2011

Salerno, via Velia  : La memoria calpestata. Povero Falvella



Intorno alle 19.00 del giorno 7/7/72 muore Carlo Favella. Ideali politici, appartenenza, fanatismo, un cocktail micidiale che ha spento diverse vite sia da una parte che dall’altra. Tanti tra gli anni 70 e 80 sono stati parte di quegli eventi come comparse o protagonisti, nel ruolo di possibili vittime e dimenticando quante volte si sono proposti come carnefici . Il significato ed il senso di quel piccolo simulacro in  via Velia è dedicato a tutte le giovani VITTIME di quel tempo ed  ha  l’onere di stimolare i ricordi – belli e brutti -  di chi lo ha vissuto per insegnare alle nuove leve di non commettere gli stessi errori. Il problema che le nuove leve interpretano assai male il “ monumento a Favella” lo usano come podio dopo una partita a piazza Flavio Gioia, o come panchina; come piattaforma per neo-cubiste o cubisti e gli dei sanno cos’altro. Non sarà certo colpa loro la domanda è : “ Ma i genitori hanno spiegato ai propri figli il significato di quell’ara e dei sentimenti  - a volte sbagliati - che l' hanno animata”. La verità è che , per quello che si vede in queste foto,  è il caso di prendere coscienza che le nuove leve sono, in parte, ciò che gli insegniamo. I genitori di questi ragazzi “ NULLA”.

mercoledì 14 settembre 2011


10.000. LA SPERANZA



Superata quota 10.000 visite. Forse poche, forse molte, ma se ho riacceso una sola anima ho
raggiunto l’obbiettivo di scuotere chi stava accettando l’abitudine al peggio.
L'ASL di Salerno ed il Lebensraum



E’ sempre bene ripersi quando si ha l’impressione che un concetto non sia stato espresso con cura. All’ASL di Salerno è arrivato un Colonnello dei Carabinieri in veste di Commissario Straordinario, i giornali dicono che essendo stato nominato da Caldoro in sostituzione di un Commissario UDC il suo riferimento è il PDL che a Salerno vuol dire il Presidente della Provincia Cirielli. Il pensiero è tortuoso ma non privo di fascino. Poi, visto che dalle voci di dentro viene sempre fuori qualcosa , si rincorre la tesi che il Colonnello non risponda ad alcuna legge ferrea di una logica partitica, ma ad un percorso "politico".(Boh?) Per la valutazione dei risultati aspettiamo la fine del mandato e, comunque vada se non riuscirà,  una compartecipazione dipenderà sicuramente dai vertici dirigenziali aziendali in “affiancamento”. Le ragioni è inutile nasconderle. Pochissimi sono i dirigenti che nella storia della ASL, non si siano avvalsi della partitocrazia, grazie alla quale hanno goduto di molti benefici e Publio Sirio non sbagliava " Beneficium accipere, libertatem est vendere " Per il fatto di appartenere non più a se stessi, ma al politico di turno , si professavano di destra , di centro o di sinistra e con virtuosismi acrobatici saltavano non solo da un politico all’altro ma si esibivano in doppi e tripli salti mortali spostadosi da sinistra a destra da centro ad ovunque. In virtù di tale qualunquismo attualmente all’ASL si vedono sempre le stesse facce, sempre le stesse espressioni e manierismi e quindi sempre gli stessi errori , sempre le stesse scelte o sempre le stesse non scelte. E’ l’avvento degli ESSERI UGUALI in barba alle teorie recenti di Steven Pinker nel suo Blank slate ( meglio citare il prof. Americano per non essere fraintesi). Sono convinto che queste persone sono portatrici di un gene grazie al quale sono in grado d’influenzare decisioni o non decisioni per gli interessi di altri UGUALI come loro. Una razza a parte che riesce sempre a ritornare in possesso del territorio lasciato per poi estenderlo: se vogliamo in piccolo la teoria del Lebensraum, la conquista dello spazio vitale . Ci sono tutte le illusioni: la specie, il bisogno, la conquista , il potere e il dominio. Con queste premesse ci chiediamo ancora quale futuro?

mercoledì 7 settembre 2011

SCIOPERO CGIL A SALERNO : NOI oppure tanti IO ?


Ieri mattina Salerno è stata bloccata dallo sciopero della CGIL che manifestava per rivendicare il diritto di qualificare la manovra finanziaria di Berlusconi iniqua ed inconsistente. Non entro nel merito della diatriba “ sciopero Sì o sciopero No “, ma voglio condividere una riflessione che mi è venuta guardando i partecipanti. Nel corteo manifestavano diversi gruppi : il principale che per comodità definiremo “sindacalizzato”, diciamo coloro che ci credono; poi un gruppo antiberlusconiano a prescindere , definibile “ ideologico” ed un gruppo misto di precari, co.co.co, co.co.pro., di società miste, della scuola, di enti regionali, del settore privato. Quest’ultimo è la rappresentazione sintomatica della patologia della lotta “ DI CLASSI “ che rischia di minare la bontà delle finalità della lotta sindacale tout-court, neutralizzando la cultura e lo spirito di classe. Vi riporto delle riflessioni di Alain de Benoist sull’argomento: “A scomparire non sono state le classi sociali, ma la cultura di classe e lo spirito di classe. Il “genio” del capitalismo moderno è consistito nel frammentare tutte le categorie sociali “pericolose” attraverso nuove divisioni, per lui inoffensive. (…) Anche l’individualizzazione dei comportamenti e la crisi generalizzata delle strutture istituzionali (partiti, sindacati, chiese) svolgono però un loro ruolo. Nessuno ragiona più in funzione di un progetto collettivo che interessi la società globale. Le infermiere, gli insegnanti, i precari manifestano per difendere le proprie condizioni di lavoro, ma la loro protesta non si estende mai ai lavoratori in generale. Manifestano esclusivamente per se stessi e smettono di mobilitarsi nel momento stesso in cui le loro rivendicazioni sono state più o meno soddisfatte. Anche i salariati vittime di un licenziamento arbitrario, di una delocalizzazione selvaggia o di un fallimento si mobilitano in maniera puntuale, senza mai manifestare solidarietà con il mondo del lavoro in generale ed a dismettere la protesta ad accordo raggiunto.”

Lo scontento non evolve in rivoluzione perché le vittime non sono un gruppo unitario neppure nella coscienza infelice.

lunedì 5 settembre 2011

PRIVILEGI ECCLESIATICI

La manovra economica è per i cittadini lacrime e sangue. Per renderla più digeribile è necessario che i primi a sacrificarsi siano i privilegiati, cioè coloro che da tempo immemorabile hanno goduto di trattamenti particolari. Al centro del mirino dopo i politici e la top class, la CHIESA. Il dibattito è stato stimolato dai radicali ma sia a destra che a sinistra l’imbarazzo è stato notevole. Vediamo quali sono i benefici del Vaticano:
1) Le agevolazioni fiscali

L’’IRES, l’imposta sul reddito delle società introdotta nel 2003  è ridotta del 50 per cento per tutti gli enti che hanno un fine di assistenza, beneficenza e istruzione (non solo quelli riconducibili alla Chiesa); la Chiesa cattolica italiana non ha mai pagato l’ICI (Imposta Comunale sugli Immobili) sui beni immobiliari che utilizzava per fini non commerciali, ( ad es. se il Vaticano fitta dei suoi immobili ad una banca su questi non paga l’ICI). A partire dal 2005, la legge ha previsto l’esenzione tout court per tutti gli immobili ( governo Berlusconi) e nel 2007 il governo Prodi limitò la normativa, prevedendo che l’esenzione dell’ICI si potesse applicare solo agli immobili dalle finalità “non esclusivamente commerciali”. Quell’avverbio – “esclusivamente” – ha permesso alla Chiesa di usufruire dell’esenzione anche per strutture turistiche, alberghi, ospedali, centri vacanze : è sufficiente la presenza di una cappella all’interno della struttura. La perdita netta, per il fisco italiano  si avvicina ai due miliardi di euro.  Inoltre le merci dirette dall’estero alla Città del Vaticano e a tutti gli uffici vaticani del territorio italiano sono esenti da imposte doganali e daziarie ed i lavoratori italiani che lavorano in società con sede in Vaticano, anche se la loro sede di lavoro è in territorio italiano, non pagano l’IRPEF.

2) L’otto per mille e gli altri finanziamenti alla Chiesa cattolica
Lo Stato italiano dà direttamente o indirettamente molti fondi alla Chiesa cattolica per le sue attività religiose, caritative e educative attraverso l’otto per mille. D’accordo su chi volontariamente decide di donare l’8 per mille , il problema è che alla Chiesa cattolica va l’80 per cento di tutto l’otto per mille di quelli che non l’hanno dichiarato esplicitamente la preferenza. La cifra si aggira intorno al miliardo di euro l’anno. Come dichiara la stessa Chiesa cattolica, più di un terzo della cifra viene utilizzato per pagare gli “stipendi” dei sacerdoti, mentre agli “interventi caritativi” va circa un quarto del totale. A questi si aggiungano i sovvenzionamenti statali alle scuole private confessionali; gli stipendi degli insegnanti di religione cattolica nelle scuole pubbliche; altre agevolazioni, una delle più curiose delle quali è forse la fornitura idrica gratuita alla Città del Vaticano, prevista dall’articolo 6 del Trattato tra il Vaticano e il Regno d’Italia del 1929 (accordo non toccato dalla revisione del Concordato del 1985).

venerdì 2 settembre 2011

LA CREMAZIONE RITO DI ALTA CIVILTA'

Innanzitutto voglio rassicuravi che l’argomento che tratto non è conseguenza di depressione post-feriale, il fatto è che una delle  letture estive mi ha spinto a riflettere sulla differenza tra inumazione e cremazione . Qualche “ clik” sul web e  capisco  che il Comune di Salerno non ha preso ancora una posizione netta in materia di cremazione di cadaveri. Manca infatti un  regolamento comunale per la cremazione, conservazione, affidamento e dispersione delle ceneri e l’unico impianto presente nelle nostre zone  è privato e trovasi a Montecorvino  – tra l’altro diverso tempo fa oggetto d’indagine dei CC-. Sarebbe il caso, viste le crescenti richieste del salernitani verso questo “rito” che si iniziasse a pensare di costruire un impianto comunale, si prevedessero aree di dispersione comune cimeteriale, zone di allocazione dedicate alle  urne cinerarie – c.d. colombai -  e così via. Date uno sguardo al sito web di Galliate( NO) comune piemontese di 15.000 anime,  possiamo non essere secondi a nessuno, anche nel trapassare. Qualche “scartoffia”, due marche da bollo di €. 14.62 l’una e €.431,00 – tariffa ministeriale – per il servizio pubblico di cremazione. Molto in opere si stà facendo per chi c’è e ci sarà, niente ancora per chi se ne andrà.  Le imprese private dicono. “ Gli odierni cimiteri sono gigantesche e ingombranti strutture, e la cremazione è invece una pratica igienica ed ecologica che permette di ridurre considerevolmente gli spazi e i costi destinati ai defunti.”. Per me la scelta della cremazione ha delle motivazioni più “ideologiche”: il rito, la tradizione, il fuoco, la purificazione, la polvere,il ritorno alla terra, la custodia familiare. Diamo la possibilità a tutti i salernitani di scegliere come passare nell'aldilà. 

lunedì 22 agosto 2011




VIA GIOVANNI CENTOLA PER QUALCHE.." CENTIMETRO" IN PIU'



Finiscono le ferie ed il marciapiede di via Giovanni Centola – perp. Via Pio XI – Salerno ritornerà ad essere area di parcheggio abusivo esponendo i pedoni a rischio incolumità personale  ed al sopruso. La vicenda ha del tragicomico. Il Sindaco De Luca allarga il marciapiede di sinistra - senso di marcia – di via Giovanni Centola evitando che un parcheggio da entrambi i lati  soffochi la traversina di per se già angusta , e più vivibile nel transito per i pedoni grazie appunto all’allargamento del marciapiede. Ma da un bene , può derivarne un male , perché quel marciapiede allargato è diventato da anni oramai , di fatto un parcheggio per autoveicoli a qualsiasi ora del giorno e della notte. L’abuso obbliga i pedoni, carrozzine con bimbi e persone diversamente abili a percorrere la traversa in mezzo alla strada , con il pericolo di essere investiti e diversi concittadini per entrare a casa loro devono attendere il carro attrezzi. La situazione è così da diversi anni ed è diventata insostenibile. Fin ora i vigili hanno cercato con azioni repressive di dissuadere il parcheggio selvaggio, ma dopo 10 minuti si ritorna al punto di partenza. Allora si è proposto all’Ufficio Tecnico del Comune una soluzione utile e definitiva , e cioè di far cementare dei dissuasori, come del resto fatto nella traversa parallela a via Centola. Ma si è eccepito che le dimensioni del marciapiede non lo consentono. Questa non me la spiego perché le misure sono le  medesime di tanti marciapiedi con dissuasori, e se ne trovano anche di più piccoli. Perché le dimensioni marciapiede valgono solo per via Centola ??? E comunque credo che i cittadini preferirebbero sacrificare  centimetri ad un marciapiede, ma poterlo finalmente utilizzare , anziché rischiare la vita, non avendolo affatto,  per dover camminare in mezzo la strada.

giovedì 18 agosto 2011

           COMUNI : RESISTERE E NON DESISTERE

La manovra da 45 miliardi di euro in fase di approvazione cancellerebbe 30 comuni sotto i mille abitanti nella provincia di Salerno (  Atrani, Furore, Controne, Pertosa , Conca dei marini  ed altri). Mi associo a quanti sono contro tale decisione, e le mie ragioni sono queste. L’Italia da quasi 50 anni vive una crisi d’identità, intesa  come esaurimento del modello dello Stato-nazione, disagio e sgretolamento delle istituzioni, impoverimento dell’etica del governo, rottura del contratto di cittadinanza, crisi della rappresentazione, per dirla con Claude Imbert, “La nostra identità,è molto più colpita dal crollo del civismo, più alterata dall’amalgama culturale internazionale dei mezzi di comunicazione, più logorata dall’impoverimento della lingua e dei concetti, più sconvolta soprattutto dalla degradazione di uno Stato un tempo centralizzato, potente e prescrittore che fondava in noi questa famosa ‘identità’”. A difendere uno straccio d’identità -  seppure come somma di territori compositi – vi sono i localismi, le realtà comunali. Esse sono i custodi del chi eravamo , del come vivevamo e di come è possibile perpetuare nei precetti della tradizione un nuovo approccio alla modernità. Essi  conservano parte della cultura medievale che è storia d’Italia ed oggi unico antidoto alla globalizzazione, al mondialismo ed all’uomo duplicato. Sono l’ultimo baluardo capace di resistere ad “ un sentimento di assurdità della vita che distrugge i legami organici, dissolve la socialità naturale e rende ogni giorno gli uomini più estranei gli uni agli altri”. I comuni rappresentano la storia di famiglie, di senso civico acquisito, di un patrimonio di  relazioni tra esseri umani;  più piccole sono tali comunità e maggiore è il senso di appartenenza territoriale  e più forte è il legame di “gens”. I comuni sono “ una trama di differenze che si rinnovano e rigenerano nell’humus di un patrimonio costituito da un aggregato di esperienze passate” e rappresentano una identificazione tra cittadino e territorio. La crisi d’identità nazionale fa si che oggi ci senta italiani perché il comune nel quale si vive appartiene al territorio italiano e la difesa e la conservazione dei propri valori è imprescindibilmente legata al territorio nel quale si è vissuti sia esso di 314 abitanti come Valle dell’Angelo che 1017 come Ispani  – salvo,che beffa, dal numero maledetto (17)-. Queste le ragioni di contrarietà alle unioni municipali.

martedì 16 agosto 2011



LA CROCE ED I PARLAMENTARI ITALIANI
Visto il grafico appare chiaro da quale parte della croce i parlamentari  italiani voglio stare , certo non da chi ci sta  sopra , bensì dalla parte di  chi pianta i chiodi. Facile dire chi è il Cristo crocifisso.

domenica 7 agosto 2011



SALERNITANI STROZZATI
Le richieste di prestiti dei dipendenti della ASL di Salerno a Banche e finanziarie è aumentata del 30% rispetto al 2010 e l’anno non è ancora terminato.  Il fenomeno i  media lo riassumono  con la  frase : “ Non si arriva neppure  alla terza settimana”. Siamo alle solite, si analizza l’effetto e non la causa  che ha un nome ben preciso SIGNORAGGIO al quale dedicheremo altri scritti. In breve, ma proprio in breve, siamo schiavi delle banche. Gli impiegati  s’indebitano sempre di più con finanziarie fino al punto che non sono  più in grado di saldare il conto. Esaurita la solvenza sono costretti a chiedere altri finanziamenti per garantirsi  il necessario, per poi i obbligarsi a lavorare con le banche  solo per sopravvivere. E’ ciò che stà succedendo ai pubblici dipendenti che sono sempre più spesso costretti  a ricorrere alla rata;  una volta raggiunto il massimo dell’indebitamento lo dimezzano raddoppiando il periodo  e precipitando in un’insolubilità totale. Moto, auto, case, mobili, televisioni e telefonini dipendono dalla concessione di un mutuo o di un finanziamento e così si diventa schiavi delle banche. Schiavi di chi detiene più della metà della ricchezza mondiale che  è concentrata in meno del 2 %   della popolazione mondiale.  Insomma per intenderci tutti debitori dei  BIG THREE ( Rockfeller, JP Morgan e KUHN, Loeb & Co.)  i maggiori trust finanziari e bancari del mondo loro schiavi con un'unica alternativa , attaccare il sistema riducendo i consumi non necessari , andare controcorrente, non adeguarsi alle mode.     

martedì 2 agosto 2011

FREDDURE D'ESTATE

Perché d’estate la gente esprime al massimo il proprio cattivo gusto indossando microcostumi che non contengono l’eccesso di adipe al punto da occultare bretelline di reggipetti e laterali di perizoma tra le grasse pieghe del corpo.


Perché sulle spiagge si vedono le persone più improbabili con tatuaggi impossibili, come uomini obesi che fanno fatica ad alzarsi dalla spiaggina deformata dall’over size ma hanno immagini di vichinghi e samurai su braccia “ sovrappeso “ ridicolizzando tali emblemi.

Perché uomini grassi da sembrare gravidi si ostinano a correre a dorso nudo sulla spiaggia con un passo che al rimbalzo danno più l’idea di un ippopotamo nella savana e dove l’unica cosa che “corrono “ è il rischio da suicidio per infarto o omicidio per puzza di sudore-

Perché uomini e donne hanno tatuato sul corpo ideogrammi cino-giapponesi criedendo che sia il proprio nome o di moglie e figli ed invece c’è scritto “ involtini primavera “-
Perché uomini over 50 e 60 indossano collone tipo caraibi o bora –bora , od anche lacci di cuoio con appesi simboli del sole, mezze lune, rosa dei venti, ancore, delfini ma abitano ad Ariano Irpino od a Palomonte e vedono il mare al massimo 3/4 volte l’anno.

Perché la gente sulla spiaggia non mangia un discreto panino, una pizzetta, una macedonia di frutta anziché , cacciare dalla borsa un porta colazioni con pasta precotta al sugo di carne  od anche trippa alla genovese.

Perché sotto gli ombrelloni si parla , per lo più , di cosa si è mangiato, si mangia e si mangerà a cena dopo 12 ore di spiaggia e ci si scambia ricette da 600/1500 calorie sostenendo che si può fare perché si è consumato avendo fatto una passeggiata di 300 metri – ma che vale 6 km. Fatta sulla sabbia - ; od aver nuotato per 12 secondi – ma che a stile simildelfino vale un’ora piena -, e così via...
Perché sulla spiaggia tutti giocano a pallone atteggiandosi a neo-Hamsik od a ETO credendo nella propria mente che stà passando un osservatore di una squadra di seria A pronto a fargli un contatto miliardario nel Milan e scoprono che hanno più di 50 anni e la pensione d’invalidità

Perché il giornale più letto sulla spiaggia è il corriere dello sport ed il miglior libro quello della collana Harmony.

Perché la gente si ricorda di proporre vertenze condominiali per case estive il 1° di agosto sapendo che non si risolveranno nel mese e gli amministratori incazzati passeranno i loro 30 giorni di agosto ad aizzarsi , ad arrabiarsi senza concludere niente.

sabato 23 luglio 2011

I DIRIGENTI ASL DECOLLATI


L’on. Gianfranco Valiante ( del PD) chiede al Presidente della Commissione Trasparenza della Regione Campania che il Commissario dell’ASL di Salerno riferisca, con prova documentale, sui contatti a favore della dirigenza esterna ( sono una decina e ci costano circa 200 mila euro all’anno ognuno) ; sulla situazione dei progetti vincolati( che riguardano delle risorse inviate dalla Regione per porre in essere specifici progetti-salute – cancro del colon retto, cervice uterina, prevenzione neoplasia prostatica,cure domiciliari , progetto Lakesys) i cui finanziamenti non si sa che fine abbiano fatto ( sono circa 20 milioni di euro ad ex ASL; sulla assunzioni di personale a tempo determinato ( ne girano circa 200 in tutta la ASL molti pagati con i fondi dei progetti che pare esistano solo “ virtualmente”) . E comunque Valiante farebbe capire che il Colonnello deve riferire su questi ed altri casi similari , per amore della verità e per far si che le risorse economiche non vengano distratte per fini diversi dalla tutela della salute dei cittadini salernitani. Orbene tutte le distrazioni di bilancio, gli sprechi posti in essere sulla dirigenza, il caos che regna sui progetti CIPE , insomma tutto il disastro finanziario lo si deve ai manager dell’ASL di Salerno del centro- sinistra, per intenderci: dal napoletano Ateniese passando per il Prof. De Simone. E questo l’on. Valiante dovrebbe saperlo molto bene, anche perché fa parte di tale schieramento politico e ne faceva parte ai tempi di Bassolino, nel cui periodo non ricordo che  abbia mai chiesto medesimi lumi. Ed allora ora bisognerebbe avere il coraggio, e questo è alla portata del Colonnello Bortoletti di “ scoperchiare la pentola” con l’attenzione che quelli che gli forniranno le notizie sugli sprechi, sono coloro che hanno da decenni partecipato al banchetto del centro-sinistra, anzi molte volte ne erano le portate. Omissioni, difficoltà tecniche, confusione amministrativa saranno tante le scuse che accamperanno per non far emergere le magagne perché  è’ impossibile essere carnefici di se stessi. E come se sul piatto di Salomé nel dipinto del Caravaggio , la testa tenuta per i capelli dal boia  non fosse quella del DECOLLATO  , ma la sua.

mercoledì 20 luglio 2011


                    LA DECADENZA DELLE CASTE


Finalmente il popolo alza la testa fa sentire la sua voce e la casta della politica pensa come comprimere i privilegi. Così sta andando il rapporto cittadino e politico, ove quest’ultimo ha raccolto la eco dei tartassati e si è determinato di ridurre le  guarentigie , a vantaggio di una maggiore fiducia e credibilità di chi lo ha voluto dove siede; oppure  perché ha sentito l’odore come si dice “ della ghigliottina”. Una riflessione su quello che sta succedendo la vogliamo fare anche noi. Le caste sono sempre esistite e i politici sono stati una delle più forti , nei secoli. “ Esse prima di definirsi come gruppo sociale , definivano funzioni modi di essere e d’agire. I privilegi seppure sotto gli occhi di tutti, erano ritenuti effetto della propria natura , quindi non sopraffazione, violenza od ingiustizia sociale. ( Un liquido più leggero non può essere al di sopra di uno più denso). In una società tradizionale le caste ne erano il fondamento (il “principe” è tale per trascendenza , per sangue, per ereditarietà.- Romanamente: suum cuique – a ciascuno il suo)." J.Evola) Ma in una democrazia che afferma principi giudaico-cristiani di eguaglianza? E quando viene meno, verso i  “principi” l’idea di devozione e di lealismo? La storia insegna che “… quando l’organismo tradizionale perde la sua elementare forza di coesione , i sensi più sottili si atrofizzano, le parti si dissociano e si atomizzano” ( sempre il Maestro) E’ la decadenza.

giovedì 14 luglio 2011

IL MIO LIBRO PER L'ESTATE 2011: Musashi di  Eiji Yoshikawa



Arrivato alla metà di luglio come diversi lettori ho un rito: l'acquisto del libro dell'estate. Le ore che si possono dedicare alla lettura in questo lasso di tempo possono essere veramente tante se si và in villeggiatura e non in vacanza- riposo statico la  prima, riposo dinamico la seconda -. Alle estati si associano tanti frammenti di ricordi , tra questi io ci metto le letture. Solo in questo periodo lascio la saggistica storica che l'unico genere letterario che prediligo e faccio un'eccezione , dedicandomi alla narrativa. Nell'estate 2010 fu Le benevole, poi fu il momento dei  WU Ming con Manituana, poi terza rilettura del Signore degli Anelli, quest'anno sarà Musashi , scritto da Eiji Yoshikawa.Wiki ci ricorda   che Yoshikawa è uno tra i più prolifici e più amati scrittori giapponesi, nonché figlio di un samurai Musashi  è un lungo romanzo storico uscito a puntate, per la prima volta, in Giappone fra il 1935 e il 1939 sull’Asahi Shimbun, il giornale più prestigioso e più diffuso in territorio nipponico. E' un romanzo ponderoso ,  più di 800 pagine,  ed i protagonisti sono gli attori di avvenimenti storici realmente accaduti e in parte adattati ad una sottile trama in grado di esprimere al meglio l’ideale di vita del ronin più famoso che la storia ricordi, appunto Musashi. Questo romanzo apre al lettore una finestra sulla storia giapponese e allo stesso tempo gli mostra l’immagine idealizzata che i giapponesi contemporanei hanno di loro. ( vedi il crisantemo e la spada). La trama è semplice  - sempre da Wiki - " Agli albori del 1600, in un Giappone nel pieno dell’età feudale, il giovanissimo Musashi Miyamoto sogna di percorrere “la via del samurai”. Rinuncia così a tutti i suoi averi per intraprendere un lungo e solitario addestramento. Percorrerà una strada irta di pericoli in continua lotta con le sue debolezze e, dopo numerose peripezie, diverrà il più grande eroe guerriero del suo paese". Musashi è stato poi pubblicato non meno di quattordici volte e ne sono stati ricavati sette film, adattamenti teatrali e trasposizioni televisive e finache un fumetto dal titolo Vagabond di  Takehiko Inoue Sensei. Insomma : Bushido allo stato puro. Questo mio tornare indietro, nelle letture e rivolgere sempre uno sguardo alla TRADIZIONE è frutto di una convizione : tutto ciò che può far evolvere il moderno deve trovare i  propri spunti  nel passato; nelle origini in un  percorso a ritroso per non dimentare le nostre radici ideali qualunque esse siano.







mercoledì 13 luglio 2011

TOLLERANZA ZERO : CACCIA AI PORCI



L''assenza è stata dovuta ad un meritato riposo, si dice così, ma almeno mentalmente il blog ha continuato a lavorare. E vi racconto. . In vacanza all'estero ho dovuto constare una realtà,  che il nostro Sindaco De Luca è molto apprezzato. A tavola con diversi gruppi di settentrionali i giudizi sulla gestione della cittadina erano più che lusinghieri. Figuratevi che i "polentoni" si sono prefiguati questo schema : la regione campania è un fallimento, napoli =munnezza, ma Salerno è l'unica perla. E' una città pulita, bene amministrata e dovrebbe essere d'esempio non solo per tutto il territorio regionale, ma di riferimento anche per molte città del nord. E' inutile nascondere che  una punta d'orgoglio e di soddisfazione da pate mia c'è stata. Soprattuto quando un gruppo di napoletani, e si individuavano tali dal marcato accento sentiti tali giudizi poco lusinghieri sul loro territorio , per essere meglio accetati hanno addirittura mentito sulle proprie origini qualificandosi anche loro salerninitani.Ora, fuori da ogni polemica, del resto il rapporto con la gestione De Luca ed i giudizi sul suo operato sono sul blog, nella loro evoluzione, guardatevi il filmato che ho girato alle spalle di via Settimio Mobilio stamattina. Per interrogarsi sulla differenza tra essere salernitani - per sola nascita -  e sentirsi parte di questa città amandola e rispettandola. Sarà il caso di porre in essere un piano tolleranza zero per simili PORCI.  

martedì 28 giugno 2011

VOCI DI SALERNO FUORI DAL CORO


Cirielli e De Luca si compattano sui rifiuti. Cirielli definisce irresponsabile il comportamento della Lega e la tolleranza del PdL rispetto a questi argomenti e dichiara  di accogliere l’invito dell’onorevole Mario Landolfi che ha chiesto alla delegazione dei parlamentari campani di astenersi dal voto la prossima settimana in segno di protesta. Altrettanto De Luca,  che richiama il governo ed i governi passati, anche del centro-sinistra, alle proprie responsabilità senza tirarsi indietro nei giudizi taglienti e sprezzanti per taluna classe politica. Un vero e proprio " passaggio al bosco" come teorizzato da Ernst Jünger  ( Il Waldgänger). Parafrasando  essi esprimono " una strategia di resistenza che richiede molto coraggio, una capacità di decidersi, di distacco dalle opinioni e dai luoghi comuni, come dalla rassicurante confortevolezza dagli automatismi di cui è fatta la vita quotidiana. Di fronte al volto terrifico dell'uniformità  e della cancellazione di ogni differenza, affermano  la propria singolarità rispetto al pesnsiero conforme. Interpretano  la libertà, del singolo cittadino. Si sottraggono  alla tirannia dei dati di fatto e prendono  la via del bosco, sapendodi inoltrarsi per la via più difficile. Forse procederanno da soli ed esecono dal recinto ,  fuori  dalla cerchia delle mura che proteggono l’abitato con le sue abitudini e i suoi abituali ordinamenti, dismettendone l’habitus, per muovere passi in un terreno ancora vergine, e proprio per questo quanto mai insidioso”. La politica della " voce fuori dal coro" , la politica , che risolve i problemi dei cittadini.


domenica 26 giugno 2011


IL TESTAMENTO OLOGRAFO DEL CS BORTOLETTI DELL'ASL DI SALERNO


Con la deliberazione n. 593  del 22/6/2011  è stato approvato dal Commissario Straordinario dott. Bortoletti  il bilancio consuntivo dell’ASL di Salerno per l’anno 2010. Nel provvedimento si dice che la sanità salernitana provinciale ha un debito da conto economico di  244 milioni di euro e dal 2010 ad oggi senza tema di smentite, credo sia in mobilità ascendente. E’ una deliberazione “ strana”, perché dovrebbe cristallizzare la situazione economico –patrimoniale dell’Asl al 2010 però è farcita d’incisi relativi a ciò che il colonnello sta per fare, di ciò che dovrebbe fare e non riesce – MAI PER SUA RESPONSABILITA’ - ; di ciò che andrebbe fatto ma non si può fare; e di difficoltà che tra l’altro non riguardano la ASL vedi le Gestioni di Liquidazione che di diritto dipendendo dalla Regione. Mi sembra  il percorso logico di Caldoro sulla spazzatura in nuce “ NON E’ COLPA MIA E NON POSSO FARCI NIENTE”. E così il nostro bilancio d’esercizio “ con le stellette” ci ricorda   che la situazione è disastrosa, sarà difficile se non impossibile migliorarla, vi sono troppi problemi creati da altri e attualmente incancrenitisi  di inimmaginabile soluzione .  Se può essere di consolazione c’è anche il Collegio Sindacale che da tempo ha ricordato all’Asl, che le finanze sono una vera Caporetto( come se non avesse le sue responsabilità quale organo dell’ASL). Di poi nella deliberazione non mancano le sculacciate a taluna dirigenza .  La verità è che per metterla sul tecnico più che un provvedimento amministrativo, questa deliberazione  mi sembra un testamento olografo , ne ha tutte le caratteristiche: contiene  le volontà del testatore espresse liberamente, rispetta un rigore formale e si  desumono  le sue reali volontà liberamente manifestate ,  è  scritto per intero, datato e sottoscritto di mano , sempre del  testatore. Quale  de cuius (hereditate agitur)  lascia quale  massa ereditaria  una  sanità salernitana più malata dei malati. E mi viene in mente il poemetto grottesco di Henri Cazalis che ispirò la Danza Macabra op. 40 di Camille Saint-Saëns. Andate a leggere il testo in rete è UGUALE, dovete solo impersonare gli scheletri con i cittadini salernitani,  con la differenza che quest'ultimi non rientrano al canto del gallo.

venerdì 17 giugno 2011


IDENTITA' E DISCRIMINAZIONE

Sulle nostre spiagge non si può non restare colpiti dalle ondate di Vu comprà – in gran parte extracomunitari che vagano senza sosta in cerca di acquirenti. Si stia leggendo, si stia mangiando non mancano di invitarti all'acquisto- alcuni con garbo ,altri meno - , ieri  ne ho contanti 15, dico quindici. I bagnanti infastiditi commentano, con espressioni ai limiti del razzismo, anche se fondamentalmente sono sicurissimo, che  in loro non vi è alcun vero e proprio sentimento xenofobo.
Io credo che il problema sia sempre lo stesso il rapporto tra Identità e Discriminazione. E’ necessario difendere il principio differenziale dell’identità, come costitutivo dell’essere umano e della vita sociale. Oggi si rincorre in modo convulso la ricerca del particolarismo e si difende caparbiamente il proprio profilo identitario da presunte contaminazioni che ha i caratteri tipici del sintomo di una patologia, eccedendo per errore. Una società salda nei suoi principi e nella sua fisionomia culturale ed etica non teme l’incontro con le altre culture, ed è anche in grado di accogliere – in misura e tempi ragionevoli – gli stranieri, poiché non li avverte come capaci di esercitare una forza tale da favorire la dissoluzione della cultura ospitante. L’atteggiamento xenofobo scambia l’effetto (la difficoltà di integrazione) con la causa (la crisi di identità del Paese ricevente), andando alla ricerca di soluzioni semplificatorie e brutali, se pur efficaci sul piano di una disorientata opinione pubblica. E se invece riflettessimo sul fatto che : “Ogni volta che c’è crisi dell’identità, si cerca un capro espiatorio?”.



domenica 5 giugno 2011

OPERAZIONE FRATELLI

Il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca si è recato IL 2 GIUGNO a Verona per una visita istituzionale all'amico e sindaco di Verona Flavio Tosi, l'esponente leghista che mai ha fatto mistero della sua ammirazione per il supersindaco di Salerno. Molti cittadini veronesi, si legge in una nota stampa del comune di Salerno, si sono avvicinati a De Luca complimentandosi con lui e la città per gli straordinari risultati raggiunti nel campo dell’ambiente, della trasformazione urbana, della qualità della vita. Il sindaco di Salerno ha partecipato al dibattito "Federalismo, Nord e Sud a confronto" tra due esperienze amministrative con la comune esigenza di difendere e rafforzare il sistema delle autonomie locali.Orbene abbiamo la prova provata che la barriera, invalicabile, che si è eretta tra De Luca e Cirielli non è ideologica – ammesso che esista ancora in politica l’ideologia come abbiamo già scritto – visto il presente, ma soprattutto il passato politico di Flavio Tosi ( lo hanno etichettato fascista convinto, nazionalsocialista, razzista ed anche un po matto). Da salernitano pretendo che le due massime autorità COMUNALI E PROVINCIALI, responsabilmente dialoghino , perché i problemi di Salerno sono anche i problemi del territorio salernitano provinciale. Perché la congiuntura , gli attacchi alle finanze salernitane, gli ostacoli derivanti dalla difficoltà di dialogo con la Regione e con Roma possono essere MEGLIO RISOLTI con una sinergia governata da impersonalità attiva ( cito salerninani) dove non è importante: “ Chi fa, il bene del territorio , ma per chi si fa – Salerno e Provincia-. Non vi sono ragioni e giustificazioni il dialogo e la collaborazione tra comune e provincia deve essere il vero “ NUOVO PROGETTO”.

giovedì 2 giugno 2011

2 GIUGNO : DUE VERITA'.
Oggi 2 giugno si polemizza se sia solo la festa dei partigiani od anche dei soldati di Salò – i repubblichini - . Poi si associa alla polemica, la proposta del PdL di abrogare la norma che impedisce la ricostituzione del partito fascista ; ed ad essa si associa la tessera ad honorem di partigiano dell’ANPI al presidente Napolitano; sugli scaffali delle librerie continuano ad andare a ruba i libri di Giampaolo Pansa che, da comunista, solo lui ha potuto alzare il velo su alcuni crimini dei partigiani tenuti nascosti per più di 60 anni. Io dico dall’una parte e dall’altra alziamo la maschera e per questa festa vi riporto il pensiero dei reduci di Salò e dei partigiani e mi chiedo: " Sarà stata celebrata questa festa il 2 giugno perchè le verità di quel periodo sono 2?"
RSI : “Ma quando arriveranno gli "amici" cioè gli Italiani a comprendere che quei Caduti sono morti per dare ad una Italia prostituitasi allo straniero uno straccio di dignità, un sussulto di orgoglio, un esempio di fede e di coraggio? Quando verranno I presidenti di questa repubblichetta di finti patrioti a inginocchiarsi sulle lapidi dei nostri caduti, i caduti che da El Alamein, a Castel di decima hanno lasciato una scia di sangue purissimo, un esempio di onore e gloria che nessun altro martoriato popolo ha mai lasciato. Su quei pochi avamposti a sud di Roma, mentre la plebaglia si apprestava a plaudire, ad osannare i conquistatori e a vendere le proprie mogli e figlie alla arroganza dei vincitori, un pugno di eroi preferiva dare la propria vita anziché vedere lo scempio di tutto ciò in cui credevano e che amavano: l'Italia! A quelle lapidi dovremo continuare ad andare per indicare ai figli e nipoti la vera via della salvezza, la via dell'Onore!”
ANPI : “ Non c’è una data che stabilisca quando la resistenza iniziò. Come scrisse Piero Calamandrei, semplicemente, «Era giunta l’ora di resistere; era giunta l’ora di essere uomini: di morire da uomini per vivere da uomini». La lotta partigiana in Italia fu caratterizzata dall’impegno unitario di tutto il fronte delle opposizioni che il fascismo con la violenza e la persecuzione aveva tentato di stroncare con ogni mezzo. Cattolici, comunisti, liberali, socialisti, azionisti, monarchici, anarchici, trovarono intesa ideale e organizzativa sotto il comune obiettivo della democrazia e della libertà. È in quella scelta che si trovano le radici dell’Italia repubblicana. È grazie a quella scelta, infatti, che venne a costituirsi il Comitato di Liberazione nazionale che dopo la cacciata dei nazisti e del fascisti fu la culla per il primo parlamento democratico e la fucina feconda della nostra Costituzione.”
I CINQUE TIBETANI
L'antico segreto della fonte della giovinezza. Questo è il mio consiglio. Girate in rete e troverete il modo giusto per eseguirli. Contro i forzati del fitness e del body building, dei runners di tutto ciò che è modernizzato , vi propongo una vecchia ricetta , un'antica formula lamaista tra storia e leggenda. 15 minuti al giorno per evitare di ridicolizzarsi come i " tipi da spiaggia".
I
TIPI DA SPIAGGIA
Centri estetitici affolati, palestre assediate, gente impazzita che corre ai ritmi più impensati sul lungomare,ciclisti che sfrecciano come controfigure di Contador. L'avranno intuito tutti è iniziata la prova costume. Non lo sport per lo sport o la cura del corpo come raggiungimento di benessere, ma l'incipit è : " Bisogna essere belli, sodi ed in forma ". Non si può certo andare in spiaggia con pancette, pancioni, maniglioni, salvagenti, culi flaccidi e seni sgonfi. E' imperativo che ci guardino e dicano.. accidenti come stai bene sei proprio bellissima/o. Certo a chi non fa piacere sentirsi fare un complimento del genere, il problema che dopo una certa fascia d'età dico tra i 50 ed i 60 la rincorsa ad un complimento del genere ha del patetico e se te lo dicono stanno prendendoti per il culo. Il tempo passa e non si può pretendere di concorre con 18enni, 20enni e 30entenni palestratissimi se non già ritoccati-plastificati. E' inutile si corre il rischio di coprirsi di ridicolo ed in spiaggia ancora di più. Li vedevo stamattina mezzi nudi che correvano sulla battigia con mongolfiere ventrali traballanti oppure sull'asciugamano a fare addominali per 20 minuti, fatti male e mai fatti prima, per poi addormentarsi esausti ed abbrustoliti e pronti a lasagne e parmigiana; o novelli Xavi e Messi con cross, dribbling e tant'altro conviti di essere a Wembley ed invece erano a Paestum. Di questi personaggi tanti, anzi tantissimi. E se invece ci piacessimo così come siamo e passeggiando in riva al mare con "ritmo bradipo" leggessimo un libro, ascoltassimo musica o chiaccherassimo amabilmente con un amico/a scambiandoci le impressioni sulla vita che passa e sull'attimo fuggente. Insomma altro tipo di palestra quella che non si vede scolpita sul corpo , ma che non sfiorisce con il tempo.